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Pontedera

Calcio: Serie D

Pontedera, in attacco arriva anche Giustarini: il progetto sportivo brasiliano è sempre più un ricordo – Ora servono punti

di Tommaso Silvi

	Manuele Giustarini
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Manuele Giustarini

Con il ritorno di Giovannini il club ha cambiato pelle nel giro di poche settimane, archiviando scelte che non avevano dato i risultati attesi e rilanciando con profili esperti per dare nuova spinta alla rincorsa granata

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PONTEDERA. Un altro innesto, un altro segnale. L’arrivo di Manuele Giustarini rappresenta l’ennesimo tassello della profonda trasformazione che il Pontedera sta vivendo in queste settimane. La firma dell’attaccante classe 1994 – arrivata nella mattina di martedì 13 ottobre -  conferma la linea scelta dalla società dopo il ritorno di Paolo Giovannini: esperienza, conoscenza della categoria e giocatori pronti ad affrontare le pressioni di un campionato che non concede margini di errore. Giustarini porta con sé un curriculum importante costruito in Serie D, con oltre 280 presenze e più di 60 gol realizzati tra piazze come Poggibonsi, Grosseto, Follonica Gavorrano, Montevarchi e Pianese. Un profilo che abbina qualità tecniche, duttilità e affidabilità, caratteristiche ricercate dal nuovo corso granata.

Dall’estate delle scommesse alla rivoluzione

Il suo arrivo, però, racconta molto più di una semplice scelta tecnica. Racconta la volontà di correggere la rotta dopo un avvio di stagione che ha costretto la società a rivedere profondamente il progetto sportivo delineato pochi mesi fa. Se sul piano societario la proprietà riconducibile a Sportheca resta saldamente al comando, sul versante tecnico e organizzativo il Pontedera di ottobre è profondamente diverso rispetto a quello presentato all’inizio dell’estate in una conferenza stampa a metà tra la tragedia e la commedia. Le scelte effettuate nei mesi scorsi non hanno prodotto i risultati sperati e il club ha deciso di intervenire con decisione. La separazione dal direttore sportivo Simone Quintieri aveva già rappresentato un primo passaggio significativo. Molti dei profili arrivati durante il mercato estivo erano stati individuati all’interno di una strategia che puntava su giocatori poco conosciuti al calcio italiano. Una scommessa che, almeno nella fase iniziale della stagione, non è riuscita a dare le risposte attese.

L’esonero di Mascara e la fine di un ciclo

La svolta definitiva è arrivata con l’esonero di Giuseppe Mascara e la promozione a primo allenatore del vice, Gabriele Giannini. Le sei sconfitte nelle prime sei giornate nel girone D di Serie D hanno spinto la società a interrompere il rapporto con l’allenatore siciliano, chiudendo di fatto l’ultimo capitolo della gestione tecnica nata insieme al progetto sportivo brasiliano. Con il cambio in panchina si è conclusa una fase che avrebbe dovuto rappresentare l’inizio di un nuovo percorso e che invece si è trasformata in una parentesi breve e complicata. In pochi mesi sono usciti di scena quasi tutti i protagonisti che avevano contribuito a costruire l’impianto tecnico originario. Anche Gustavo Nikitiuk ha lasciato la presidenza operativa, mentre altre figure coinvolte nel progetto sono state ricollocate in mansioni differenti. Un processo che ha portato il club a rivedere completamente la propria organizzazione.

La capacità di ammettere gli errori

C’è però un aspetto che merita di essere sottolineato. Pur partendo da presupposti che si sono rivelati sbagliati, la proprietà ha avuto la lucidità di non ostinarsi sulle proprie convinzioni. In altre realtà gli errori vengono trascinati per mesi, talvolta per un’intera stagione. A Pontedera, invece, si è scelta una strada diversa. Il richiamo di Giovannini, figura che conosce ambiente, categoria e dinamiche del club come pochi altri, rappresenta l’ammissione che qualcosa non aveva funzionato, ma anche la volontà concreta di intervenire prima che fosse troppo tardi. Una retromarcia netta, forse dolorosa, ma necessaria.

Adesso conta soltanto il campo

La sensazione è che il Pontedera abbia ormai completato la propria inversione di marcia. L’arrivo di Giustarini va letto in questa chiave: meno esperimenti e più certezze, meno scommesse e più conoscenza del campionato. Naturalmente sarà il campo a stabilire se la cura avrà gli effetti sperati. Ma una cosa appare evidente: il progetto sportivo immaginato in estate appartiene già al passato. Adesso il Pontedera prova a ripartire da basi diverse, con uomini diversi e con l’obiettivo di trasformare un avvio disastroso nella prima pagina di una stagione che può ancora cambiare volto. Il primo banco di prova è mercoledì 14 ottobre nel recupero – alle 15 – in casa del Tropical Coriano. Perché al Pontedera serve solo una cosa: i punti. 

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