La manifestazione
Il Pontedera è rimasto tra amarezza e orgoglio
Calcio: Serie C La sconfitta col Padova non ridimensiona i granata Il tecnico Canzi: «Non c’è proprio niente da poter imputare ai miei»
PONTEDERA. Perdere lascia sempre l'amaro in bocca, campionato o Coppa Italia è lo stesso. Ma i granata sono usciti dalla competizione (la seconda) con la consapevolezza di averci provato in tutti i modi, mettendo alle corde una vera e propria corazzata come il Padova, finora imbattuta nelle 21 partite ufficiali disputate.
L'applauso tributato dal Mannucci ai granata all'uscita del campo più di ogni altra cosa dimostra dell'impegno profuso dalla formazione di Canzi. «Mi ha ricordato per certi versi quello di Gubbio lo scorso anno – spiega il tecnico – siamo usciti da una competizione come in quella occasione e il pubblico ci ha reso l'onore delle armi. I ragazzi hanno dato il massimo, nessuno si è tirato indietro. Dispiace uscire perché mi aspettavo di trovare un gol in qualche modo, la nostra pressione era continua e costante. Ci tenevamo ad andare in semifinale e lo abbiamo sempre dimostrato, anche se abbiamo sempre fatto giocare chi è impiegato meno ad eccezione di martedì, ma ai ragazzi non posso imputare niente».
Qualche piccola cosa da migliorare, comunque, c'è. «Dobbiamo essere più concreti a calciare più in porta – prosegue Canzi – a volte abbiamo sbagliato qualche scelta, è vero che avevamo di fronte una squadra fortissima sotto l'aspetto difensivo, infatti il Padova è la compagine che concede meno tiri in assoluto. Fa della fase difensiva un punto di forza, contro di loro è difficile giocare per qualsiasi avversario».
Archiviata la Coppa Italia il Pontedera si tuffa sul campionato: domenica alle 14 i granata saranno impegnati nella delicata trasferta di Olbia. Sarà la prima in terra gallurese per Massimiliano Canzi che dovrà fare a meno di Giovanni Catanese per squalifica.
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