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Calcio: Serie C

Il Pontedera vince e sogna: ecco le quattro mosse di mister Canzi che fanno volare i granata

di Tommaso Silvi

	L'entusiasmo dei granata e a destra mister Max Canzi (Foto Franco Silvi)
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L'entusiasmo dei granata e a destra mister Max Canzi (Foto Franco Silvi)

Dopo un avvio di campionato a singhiozzo sono arrivati 14 punti nelle ultime sei partite: in casa della Spal la terza vittoria consecutiva grazie al sesto gol di Catanese, il centrocampista trasformato in centravanti

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PONTEDERA. Alla fine il gol di Catanese sta addirittura stretto al Pontedera. Non è stato dominio assoluto al Mazza, perché la Spal ha avuto almeno un paio di chance ghiottissime, neutralizzate però da Stancampiano. Uno che a 36 anni era partito per fare il secondo e invece si è guadagnato i gradi da titolare sfornando parate decisive con quella sicurezza che garantisce tranquillità assoluta ai compagni. Dominio no, quindi, ma qualcosa di molto simile. Il Pontedera nella serata di domenica 12 novembre si è preso la terza vittoria di fila in campionato - quarta se si considera quella a Novara in Coppa Italia - con una prestazione gigante. Dopo un avvio di stagione a singhiozzo, i granata ora viaggiano a un ritmo da sogno. E in classifica sono a un passo dalle primissime posizioni. Sei punti nelle prime sette giornate di campionato. Quattordici punti nelle ultime sei gare. Espeche e compagni hanno messo il turbo. Anche e soprattutto grazie a quattro mosse decisive operate da mister Canzi, che senza stravolgere il proprio credo tattico ha risolto in corsa i problemi di una squadra che da fragile e confusa è tornata alla svelta quella travolgente e schiacciasassi della stagione dei record terminata al sesto posto in classifica seguito dall’eliminazione con un pareggio – a Gubbio – nel secondo turno dei playoff per la Serie B. Per spiegare le intuizioni vincenti di Canzi bisogna partire dal successo di Ferrara. 

Gli applausi del Mazza

In casa della Spal il Pontedera ha palleggiato con una personalità che in alcuni frangenti ha imbarazzato – e affascinato –  pure il pubblico estense. Dagli spalti del Mazza in un paio di occasioni nel corso della partita si è levato addirittura l’abbozzo di un applauso di fronte al fraseggio dei granata, pulito e preciso anche quando la Spal tentava di chiudere ogni spazio alzando il pressing. Una prova straripante, al punto di concedersi il lusso di fallire tre occasioni colossali davanti al portiere: il colpo di testa di Benedetti clamorosamente sul fondo nel primo tempo, poi il miracolo di Alfonso su inzuccata ravvicinatissima di Selleri - il ragazzino chiamato a sostituire Nicastro in due gare di campionato ha segnato il gol partita con la Juve e mostrato spunti da centravanti vero -, e infine il possibile match-ball di Ignacchiti oltre il 90’, lanciato a rete e fermato da un’altra paratona del portiere spallino. 

Cosa chiede ai suoi mister Canzi

La filosofia che mister Canzi – insieme al vice in panchina, il pontederese Daniele Zini – predica ai suoi ragazzi dal primo giorno alla guida della squadra è semplice, almeno sulla carta: sparare il pallone lontano solo in caso di emergenza assoluta, altrimenti tentare sempre di impacchettare l’azione con lucidità e personalità, a costo di prendersi qualche rischio. Attenzione, non è la solita – e spesso noiosa – costruzione del basso. Canzi non vuole il tiki-taka, ai suoi chiede di toccare la palla massimo due volte prima di giocarla in verticale evitando il più possibile gli scambi “sterili” in orizzontale.

Sempre pericolosi

Ecco perché il Pontedera riesce a rendersi quasi sempre pericoloso quando è in possesso della sfera. Lo dicono i numeri. I dati nelle mani dello staff granata – che si appoggia a piattaforme specializzate in analisi delle gare – raccontano che i granata sono la seconda squadra sulle 60 dei tre gironi di Serie C nella classifica della pericolosità offensiva. Si tratta del numero di azioni pericolose confezionate in ogni partita, comprese quelle che finiscono con il gol. Il Pontedera produce in media la bellezza di 14 occasioni da rete in ogni match, contro una media nell’intera Serie C che oscilla tra 8 e 9. Meglio fa solo il Mantova, capolista del girone A con 10 vittorie e una sola sconfitta in 13 giornate.

Quattro mosse per volare

Come accennato in precedenza, sono quattro le modifiche che mister Canzi ha apportato al suo Pontedera per farlo volare ancora dopo la falsa partenza alla sua seconda stagione sulla panchina granata. La prima dall’inizio del campionato, dato che nel 2022-2023 nelle prime sei partite alla guida della squadra c’era Pasquale Catalano, esonerato dopo la sconfitta al Mannucci col Siena. Due mosse Canzi le ha operate a luglio nei primi giorni di ritiro e si stanno rivelando straordinariamente azzeccate. Le altre due, invece, sono maturate nella testa del tecnico da agosto all’inizio di ottobre, quando il Pontedera è tornato a essere bello e vincente. In estate, nel corso della presentazione della squadra, fu proprio Canzi ad annunciare lo spostamento di Matteo Guidi dalla linea di centrocampo a quella difensiva. Così è stato. Il classe 2003 prodotto del settore giovanile granata finora ha sempre giocato nel pacchetto arretrato, occupando tutti i ruoli della retroguardia a tre. Il fisico c’è, le qualità da lottatore pure. La sua crescita partita dopo partita è evidente. Con la Spal l’ennesima conferma che il suo arretramento da parte del mister è una scommessa vinta. E poi Catanese. Da mediano di rottura a bomber del girone B. Per il 30enne di Reggio Calabria con la Spal è arrivato il sesto centro in campionato. È il capocannoniere del Pontedera, ma anche del torneo insieme a Volpicelli, Gucci e Corazza. Tutta gente che gioca almeno 15 metri più vicino alla porta di CataGol. Canzi ha deciso di avanzare la posizione di Catanese, consentendogli libertà quasi assoluta di inserimento. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Infine le due mosse in corso d’opera. A cominciare dal portiere. A Lewis è stata data fiducia nelle prime otto partite, fino alla disfatta col Pineto: un 4-1 in cui l’estremo difensore ex Cesena ha mostrato, come in diverse occasioni nelle gare precedenti, di non essere in uno stato di forma tale da garantire sicurezza alla squadra. E allora spazio all’esperto Stancampiano, che fino a questo momento ha convinto andando addirittura oltre l’ordinaria amministrazione. Quarta mossa: Benedetti. Come nel caso di Guidi, anche per lui in estate era stato deciso uno spostamento nello scacchiere tattico. Da rifinitore alle spalle della punta nell’ormai consolidato 3-4-2-1 a centrocampista centrale. Canzi, in questo caso, ha fatto un passo indietro, riportandolo sulla trequarti dopo aver accertato che è in quella zona di campo che Benedetti può fare la differenza. E infatti il classe 1999 nato a Montepulciano è tornato “vivo” e prezioso. Quattro mosse per volare e 11 punti nelle ultime cinque partite con 4 gol fatti e uno solo subito, secondo miglior rendimento dietro soltanto ai 12 punti dell’Entella. E ora è di nuovo un Pontedera da sogno. 

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