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Calcio: Serie C

Pontedera, chi è Fossati: pensiero operaio e media da bomber del primo colpo granata

di Tommaso Silvi

	Daniel Fossati con la maglia del Genoa
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Daniel Fossati con la maglia del Genoa

Cresciuto nel Genoa, nell’ultima stagione è stato mandato in prestito in Serie D: ha trovato un allenatore giovane che da trequartista lo ha spostato a fare il centravanti. E Daniel ha iniziato a segnare senza più fermarsi. «Il mio idolo? Baggio»

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“Chi fa l’operaio si sveglia all’alba e lavora in fabbrica per otto ore. Io sono fortunato perché faccio il calciatore, ed è giusto che lavori le stesse ore di un operaio per mantenere questa fortuna. Alimentazione, cura del fisico e allenamento. Il calcio per me è una cosa seria”. Nato a Genova, festeggerà 20 anni il 22 luglio. Dice che il “pensiero operaio” glielo ha insegnato babbo Fabio, neo allenatore dell’Albenga in Serie D con alle spalle una brillante carriera in panchina.

Daniel Fossati è il primo acquisto del Pontedera nell’estate di calciomercato. Giovane sì, ma con sfumature da adulto quasi di un’altra epoca. Non lo ha mai visto giocare, ma il suo idolo è Roberto Baggio. Lo dice chiaramente nell’intervista rilasciata al canale ufficiale del Borgosesia. Già, il Borgosesia. Il club in cui è stato mandato in prestito nella scorsa stagione. A farsi le ossa in Serie D, nei dilettanti, dove possono volare colpi proibiti e i terreni di gioco non sempre sono dei tavoli da biliardo. Dove non basta saper giocare a calcio, perché servono anche personalità e carattere. Che in Fossati alberghi una “scintilla speciale” è stato subito chiaro al Genoa, che ha coltivato Daniel passo dopo passo nel settore giovanile. Non è un attaccante puro: svaria, corre, salta l’uomo e può fare il trequartista, l’esterno, all’occorrenza anche il centravanti.

Nell’Under 17 rossoblù realizza 7 gol in 31 partite. Nella stagione 2020-2021 con l’Under 18 gioca da seconda punta e segna un gol storico nella finale vinta con l’Inter che vale al Genoa il primo scudetto di categoria. Daniel viene quindi mandato in prestito al Venezia, in Primavera 2. Gioca da trequartista o seconda punta nel 4-2-3-1 e nel 3–4-2-1 ovvero i moduli più utilizzati dalla formazione veneta. Su 23 partite di campionato ne salta solo due ed è titolare in 13 occasioni. Conclude con 4 reti e due assist.

È il momento della prima esperienza con i grandi. E per lui il Genoa sceglie il Borgosesia. L’allenatore è il giovane Manuel Lunardon, classe 1985 agli inizi dell’avventura in panchina dopo tanti anni da attaccante soprattutto in Serie D. Mister Lunardon piazza Fossati a fare la punta nel 3-4-3, che in alcune occasioni diventa 3-4-2-1. Un sistema di gioco molto simile a quello utilizzato da Max Canzi per il Pontedera. Vicino alla porta come non è mai stato, in Fossati si accende la scintilla del bomber: 15 gol in 33 partite. Sempre titolare. Di testa, di tacco, da fuori e di rapina. Fossati la butta dentro in tutti i modi. Il Borgosesia chiude al nono posto e si salva comodamente.

Da tempo il direttore sportivo del Pontedera, Moreno Zocchi, seguiva Daniel Fossati. Ha lavorato nell’ombra per raggiungere l’accordo col calciatore e col Genoa. Appena si è aperto il mercato è arrivata l’ufficialità. Prestito di un anno con la promessa di valutare la situazione al termine della stagione. Un’altra “prima volta” per Daniel. Il ragazzino adulto col pensiero operaio e Baggio nel cuore. Perché per lui il calcio è una cosa seria.

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