Il dolore
Il passo indietro della Imballplast
Rinuncia al salto in Serie A3
CASTELFRANCO. Non è ancora uscito un comunicato ufficiale da parte della Società Arno 1967, ma la notizia è ormai sulla bocca di tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori: l’Imballplast Castelfranco, fresca neopromossa nella Serie A3 maschile, rinuncerà a disputare la categoria conquistata sul campo, ripartendo dalla Serie B nazionale.
E non sarà l’unica realtà a compiere questa scelta. Ecosantagata Civitacastellana, che aveva vinto il girone F (lo stesso dell’Imballplast) ed era volata in A3 dopo gli spareggi tra le prime classificate, ha rinunciato. E lo stesso ha fatto Yaka Volley, realtà della provincia di Como. I motivi? Svariati, ma quasi tutti riconducibili alla sfera economica e, dunque, ai costi di gestione che una categoria del genere presuppone.
Ad ogni modo saranno i dirigenti dell’Arno 1967 a chiarire sia le motivazioni specifiche che gli obiettivi da inseguire nel corso della prossima stagione, ma quello che già emerge, è che non sarà un ridimensionamento generale.
L’Imballplast è una società leader in Serie B, con uno staff tecnico di prim’ordine e un parco giocatori che si è dimostrato superiore alle altre contendenti. Dietro alla rinuncia non ci sarebbe, dunque, l’idea di smantellare, quanto quella di ripresentarsi ai nastri di partenza del campionato 2023/2024 con l’obiettivo di guadagnare ancora una volta la promozione sul campo, per poi poterla finalmente spendere una volta strutturato meglio, e con più risorse, l’intero progetto targato Arno 1967.
Nel frattempo, niente potrà cancellare quel che è stato fatto nella stagione appena trascorsa: secondo posto assoluto nel girone F del campionato dopo una rincorsa clamorosa (appena 1 punto conquistato nelle corso delle prime 3 giornate…), partecipazione ai playoff forte di 4 vittorie su 4 gare disputate, le prime 2 del girone di semifinale e le ultime 2 del girone finale.
Purtroppo, la Lega Pallavolo Serie A sembra non accorgersi di aver messo uno scalino un po’ troppo alto tra la Serie A3 e la B, tanti obblighi burocratici e costi che portano sempre più spesso a veder vanificati i risultati sportivi conseguiti sul campo (come peraltro avvenuto anche al piano superiore visto che chi era guadagnato la Superlega sul campo, sia in prima che in seconda battuta, ha preferito restarsene in A2). Il pericolo è che i successi lascino sempre più spesso "spazio" ad acquisizioni a freddo del titolo da parte di chi può anche avere la logistica e le risorse giuste ma non ha dimostrato le stesse abilità di chi ha vinto, né in sede di mercato né in gara.
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