«Lupi, crescere è possibile»

di Davide Ribechini
«Lupi, crescere è possibile»

Volley, Dario Da Roit, direttore generale del club santacrocese: « Vogliamo essere la squadra espressione di un territorio»

25 maggio 2023
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SANTA CROCE. Non è un momento facile per la pallavolo di serie A2. Le due finaliste dei play-off promozione, Bergamo e Vibo Valentia, hanno annunciato l’intenzione di ritirarsi dal grande volley per problemi relativi alla gestione dei costi e delle spese, diventate insostenibili. A Santa Croce sull'Arno, in realtà, la società ha smentito categoricamente qualsiasi ipotesi di ridimensionamento dei programmi. Il direttore generale, Dario Da Roit, ha parlato di questo e altri temi.

Direttore, a cosa è dovuta questa “crisi”?

«I fattori sono molteplici ma possono essere riassunti in un costante aumento delle spese da sostenere. E non stiamo parlando degli investimenti per staff e giocatori, che possono variare secondo ambizione. Parliamo di spese fisse. Ad esempio, quelle relative ai nuovi contratti sportivi: incideranno per il 20% circa e naturalmente saranno onerose in modo proporzionale all’entità dell’accordo. Questo è un aspetto che andrà a pesare indubbiamente sui bilanci assieme ad altre “voci” che non sono sotto gli occhi di tutti ma che esistono e chi manda avanti una società lo sa bene».

Assisteremo quindi ad un ridimensionamento del “progetto Lupi?” 

«No, il progetto Superlega rimane in essere. Abbiamo bisogno, però, di due “upgrade”. Il Cda, Consiglio di Amministrazione, si deve rinnovare. Devono entrare altre figure, che portino non solo risorse, ma anche idee, credibilità, progettualità. In secondo luogo, dobbiamo aumentare il numero di aziende disposte a sostenerci entrando nel “pool” di sponsor. Se aumentano i costi, devono aumentare le risorse e gli introiti. I costi diminuirebbero soltanto scendendo di categoria, ma questa non è l’intenzione della società che anzi vuol continuare a crescere e, appunto, rilanciare il progetto. Con un messaggio per il territorio».

E qual è il messaggio che volete mandare al territorio? 

«Che le risorse possono essere cercate e trovare nel comprensorio. Le ricadute positive possono essere importanti e non si misurano solo in termini di risultati sportivi o vittorie».

Ad esempio?

«Ad esempio, il Pala Parenti. Che deve essere sistemato e principalmente ripensato per un aumento di capienza, con modifiche strutturali che regalerebbero al territorio una struttura moderna e funzionale da tremila posti per la pallavolo ma anche per fiere, concerti, eventi… Un gioiello fruibile da tutti. Per questo, cerchiamo aziende disposte a sostenerci in questa impresa».

In conclusione, tenterete di proporre una pallavolo di alto livello sostenibile e non legata ad un patron ma ad un territorio e ad una comunità… 

«Il modello della grande azienda, del patron, è sempre più a rischio. Si caricano tutti i costi crescenti su un soggetto solo. Noi vogliamo che i Lupi Santa Croce siano la squadra espressione di un territorio: espressione delle capacità imprenditoriali, delle risorse, della tradizione, della specificità. Una squadra “brand”». 

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