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Granata, una stagione da leoni dopo la rivoluzione societaria

di Stefano Scarpetti

	Esultanza granata nella sfida playoff contro il Rimini (Franco Silvi)
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Esultanza granata nella sfida playoff contro il Rimini (Franco Silvi)

Il campionato di serie C ha visto un Pontedera grande protagonista

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PONTEDERA. Delusione, amarezza e la sensazione di esser stati in un certo senso defraudati con il passar dei giorni lascia il posto all’orgoglio e alla consapevolezza di aver compiuto un percorso importante nel Pontedera.

Dodici mesi fa il club ha fatto cambiamenti radicali e per certi versi epocali. È arrivato Rosettano Navarra imprenditore ciociaro che mancava dal mondo del calcio da molti anni. Al suo fianco, seppur non facente parte dell’organigramma della società, Piero Ducci ha fornito il suo fondamentale contributo dietro le quinte alla costruzione della squadra. 13 mesi fa dettero l’addio in primis il Dg Paolo Giovannini dopo dieci stagioni (poi passato all’Arezzo riportando gli amaranto in serie C), Ivan Maraia che aveva totalizzato quindici stagioni complessive al Pontedera, lo "storico" capitano Andrea Caponi e Federico Vettori vice di Ivan Maraia, anche lui figura iconica granata.

Nessuno avrebbe pensato a quel punto che questa stagione sarebbe stata storica. Il primo ad arrivare fu Moreno Zocchi e lo fece in punta di piedi, nessuna dichiarazione roboante ma la promessa di una squadra che avrebbe sudato la maglia. Venne scelto come tecnico Pasquale Catalano, quanto ai calciatori in scadenza solo Giovanni Catanese ottenne la riconferma. Qualche prestito ed altre operazioni passate quasi in secondo piano, come quella dell’acquisizione dal Sassuolo di Aurelio e di Ladinetti.

Tuttavia l’inizio del campionato non è positivo, nelle prime sei partite non arrivano vittorie anche se la squadra mostra carattere. La società non perde tempo, il 2 ottobre esonera Catalano, evento più unico che raro nella città della Vespa: era accaduto solo 11 anni prima con Vitali sostituito da Masi in serie D. La scelta ricade su Massimilano Canzi, molti sportivi rimangono spiazzati ma l’ex tecnico della Primavera del Cagliari e dell’Olbia non ci mette molto per legare e farsi amare. La squadra inizia a vincere giocando un calcio offensivo e frizzante, spicca il talento di Aurelio ma anche l’intesa fantastica tra Nicastro e Cioffi. Il 1° novembre il Pontedera batte la Reggiana in Coppa, il 10 dicembre il successo sulla Fermana vale il quarto posto. La settimana con la sconfitta a Gubbio con un gol in fuorigioco si interrompe la straordinaria serie positiva. L’anno si chiude con un clamoroso 5-4 rifilato all’Olbia, rimontando da 4-3 e festeggiando un Natale nella parte alta della classifica, ma l’inizio del 2023 è molto complicato: la squadra è stanca e vince solo una partita nei mesi di gennaio e febbraio.

Cominciano le prime critiche, molti contestano la cessione di Aurelio al Palermo ma nel silenzio arriva Peli in prestito dall’Atalanta, anche in quel caso la mossa si rivelerà vincente nel finale di campionato. Il momento peggiore culmina nel 4-2 rimediato contro il San Donato Tavarnelle il 26 febbraio, mentre in molti pensano il crollo della squadra la truppa di Canzi si compatta e si prepara allo straordinario rush finale che permette di chiudere al sesto posto, perdendo soltanto a Chiavari dove l’arbitro non vede un rigore e un gol segnato da Martinelli. Il resto è storia nota delle ultime settimane. RIPRODUZIONE RISERVATA

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