Il Tirreno

Pontedera

Pontedera tra gioia e amarezza

di Stefano Scarpetti
 Pontedera tra gioia e amarezza

Serie C Canzi che alza la sciarpa granata sotto la curva sintetizza una grande stagione. Però resta anche tanto rammarico per gli episodi che hanno segnato la sfida di Gubbio

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PONTEDERA. L’immagine iconica di un Pontedera fiero, orgoglioso, che ha buttato il cuore oltre l’ostacolo lottando in inferiorità a Gubbio è il tecnico Max Canzi che, stanco e triste, va davanti ai suoi tifosi espone la sciarpa granata.

È finita al Barbieri l’avventura nei playoff con il pari, 1-1, maturato dopo oltre i 97 minuti sotto una pioggia battente. È il del miglior piazzamento del Gubbio al termine della stagione regolare a decidere. Ma in casa granata si riparte da un tesoro di valore inestimabile: il legame creato in questa annata straordinaria tra società, squadra staff e tifosi. In una giornata caratterizzata dalla pioggia battente sono stati un centinaio di sportivi a seguire la propria squadra, sostenendola costantememte. Molti sono rimasti a casa seguendo in maniera trepidante le vicende della squadra di Canzi. Come spesso avviene quando i granata giocano fuori all’Oltrera viene allestito una televisione dove per vivere insieme la partita del Pontedera. Tuttavia il giorno dopo fa ancora male. L’amarezza è tanta per alcuni episodi che in gare come queste risultano decisivi. Il primo è sicuramente l’espulsione per somma di ammonizione di Peli, parsa un tantino fiscale, perché avvenuta al 3’ della ripresa. Opinabile e poco sportiva la reazione di Nicolao nella circostanza, ma sono cose che nel calcio accadono. Poco dopo il brutto colpo subito dal portiere Siano da parte di Bontà, obbligando i sanitari granata a mettere un’ampia fasciatura alla testa. Successivamente è apparsa incomprensibile la gestione dell’arbitro Michele di Giordano in occasione del gol, quando a gioco fermo prima di una rimessa laterale del Gubbio consente a Siano di raccogliere la fasciatura caduta dalla testa poi però gli umbri battono velocemente in maniera molto furba senza che lo stesso direttore di gara intervenga. Il risultato è surreale e assurdo, Semeraro si trova a colpire di testa a pochi passi dalla porta sguarnita.

Tante le proteste, con il ds Zocchi squalificato fino al 5 giugno e multato di 500 euro. A prendere la parola, invece, è il capitano Marcos Espeche. In stagione quando il Pontedera ha perso l'argentino classe '85 ci ha sempre messo la faccia, lo ha fatto ancora fornendo un'analisi molto lucida: «Siamo venuti a Gubbio consapevoli che il pari non ci sarebbe bastato quindi abbiamo cercato di approcciare la partita nel modo giusto. Siamo stati e bravi e fortunati a sbloccarla subito – dichiara il difensore – poi a quel punto è normale arretrare ma abbiamo rischiato poco o nulla. Inevitabile quando rimani con uomo in meno devi cercare di limitare al massimo gli spazi rinunciando a quella che è stata la nostra identità, ma siamo riusciti ad adattarci». Riguardo al gol del Gubbio Espeche lo descrive così : «Proprio quando il portiere stava raccogliendo la fasciatura, i nostri avversari hanno battuto il fallo laterale. Sono stati furbi loro credo sia inutile fare polemica adesso». Riguardo all'espulsione di Peli: «E' stato l'episodio che ci ha condizionato e condannato – spiega Espeche – in parità numerica sarebbe andata in maniera diversa, ma noi non abbiamo nessun tipo di rimpianto».


 

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