La manifestazione
Pontedera tra gioia e amarezza
Serie C Canzi che alza la sciarpa granata sotto la curva sintetizza una grande stagione. Però resta anche tanto rammarico per gli episodi che hanno segnato la sfida di Gubbio
PONTEDERA. L’immagine iconica di un Pontedera fiero, orgoglioso, che ha buttato il cuore oltre l’ostacolo lottando in inferiorità a Gubbio è il tecnico Max Canzi che, stanco e triste, va davanti ai suoi tifosi espone la sciarpa granata.
È finita al Barbieri l’avventura nei playoff con il pari, 1-1, maturato dopo oltre i 97 minuti sotto una pioggia battente. È il del miglior piazzamento del Gubbio al termine della stagione regolare a decidere. Ma in casa granata si riparte da un tesoro di valore inestimabile: il legame creato in questa annata straordinaria tra società, squadra staff e tifosi. In una giornata caratterizzata dalla pioggia battente sono stati un centinaio di sportivi a seguire la propria squadra, sostenendola costantememte. Molti sono rimasti a casa seguendo in maniera trepidante le vicende della squadra di Canzi. Come spesso avviene quando i granata giocano fuori all’Oltrera viene allestito una televisione dove per vivere insieme la partita del Pontedera. Tuttavia il giorno dopo fa ancora male. L’amarezza è tanta per alcuni episodi che in gare come queste risultano decisivi. Il primo è sicuramente l’espulsione per somma di ammonizione di Peli, parsa un tantino fiscale, perché avvenuta al 3’ della ripresa. Opinabile e poco sportiva la reazione di Nicolao nella circostanza, ma sono cose che nel calcio accadono. Poco dopo il brutto colpo subito dal portiere Siano da parte di Bontà, obbligando i sanitari granata a mettere un’ampia fasciatura alla testa. Successivamente è apparsa incomprensibile la gestione dell’arbitro Michele di Giordano in occasione del gol, quando a gioco fermo prima di una rimessa laterale del Gubbio consente a Siano di raccogliere la fasciatura caduta dalla testa poi però gli umbri battono velocemente in maniera molto furba senza che lo stesso direttore di gara intervenga. Il risultato è surreale e assurdo, Semeraro si trova a colpire di testa a pochi passi dalla porta sguarnita.
Tante le proteste, con il ds Zocchi squalificato fino al 5 giugno e multato di 500 euro. A prendere la parola, invece, è il capitano Marcos Espeche. In stagione quando il Pontedera ha perso l'argentino classe '85 ci ha sempre messo la faccia, lo ha fatto ancora fornendo un'analisi molto lucida: «Siamo venuti a Gubbio consapevoli che il pari non ci sarebbe bastato quindi abbiamo cercato di approcciare la partita nel modo giusto. Siamo stati e bravi e fortunati a sbloccarla subito – dichiara il difensore – poi a quel punto è normale arretrare ma abbiamo rischiato poco o nulla. Inevitabile quando rimani con uomo in meno devi cercare di limitare al massimo gli spazi rinunciando a quella che è stata la nostra identità, ma siamo riusciti ad adattarci». Riguardo al gol del Gubbio Espeche lo descrive così : «Proprio quando il portiere stava raccogliendo la fasciatura, i nostri avversari hanno battuto il fallo laterale. Sono stati furbi loro credo sia inutile fare polemica adesso». Riguardo all'espulsione di Peli: «E' stato l'episodio che ci ha condizionato e condannato – spiega Espeche – in parità numerica sarebbe andata in maniera diversa, ma noi non abbiamo nessun tipo di rimpianto».
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