Gioco
L’ultimo gioiello di Ciccio Tavano: ora fa il mister e ha centrato l’impresa col Tuttocuoio
Alla prima esperienza in panchina ha centrato una salvezza che sembrava impossibile: «All’inizio mi faceva un effetto strano quando mi chiamavano “mister” invece di “Ciccio”. Forse è stato più semplice iniziare ad allenare subito dopo aver smesso di giocare, anche il fatto di conoscere l’ambiente mi ha aiutato. E la presidente mi è stata sempre accanto»
SAN MINIATO. Missione compiuta, salvezza raggiunta: il Tuttocuoio resta in Eccellenza. Epilogo lieto e al cardiopalma per la truppa neroverde, che a fine aprile ha avuto la meglio nella sfida playout del girone A con la San Marco Avenza.
Festa neroverde e primo traguardo da allenatore per Francesco Tavano, classe 1979, arrivato al Tuttocuoio la scorsa estate e passato a novembre dal campo alla panchina: «Una grandissima emozione, ringrazio la presidente Paola Coia per l’opportunità che mi ha dato. I ragazzi sono stati fantastici in tutto». Una salvezza ottenuta in una sfida da brivido. E col “brivido” di due rigori non trasformati all’alba dei due tempi.
Miglior marcatore di sempre nella storia dell’Empoli con 120 reti, più di 700 presenze in carriera (oltre 400 tra Serie A e Serie B) , quasi 300 (circa 150 tra A e B) i gol realizzati; Roma, Valencia, Livorno, Carrarese, Prato, Avellino, Pisa e Ponsacco alcune delle maglie indossate. Se l’intenzione di intraprendere il percorso da allenatore era ben chiara, il nuovo capitolo è iniziato “in anticipo” rispetto ai piani. A metà novembre la presidente Coia opta per un cambio di guida tecnica e “convince” l’attaccante ad appendere le scarpette al chiodo per subentrare a Tazzioli al comando della truppa neroverde: «Era da un po’ che la presidente me lo diceva, ma si parlava in vista della prossima stagione. Le tempistiche sono state accelerate, ci ho pensato un pochino e ho accettato questa opportunità – dice Tavano. – Sapevo che la squadra aveva le potenzialità per fare bene e raggiungere l’obiettivo, i ragazzi si sono messi subito a disposizione e li ringrazio. All’inizio mi faceva un effetto strano quando mi chiamavano “mister” invece di “Ciccio”. Forse è stato più semplice iniziare ad allenare subito dopo aver smesso di giocare, anche il fatto di conoscere l’ambiente mi ha aiutato. E la presidente mi è stata sempre accanto».
Due terzi di stagione in panchina (esordio vincente con l’Armando Picchi all’11ª giornata), 3 le reti messe a segno da Tavano nella prima parte del campionato. L’ultima perla da calciatore è arrivata agli inizi di novembre: gol dell’1-1 nel derby con la Cuoiopelli con una zampata rapace: «Una gioia immensa, come tutte le (tante) altre volte. Il gol è ciò che mi ha dato felicità sin da bambino».
Carico di tensione maggiore da calciatore o da allenatore? «Quando giocavo scaricavo la tensione in campo ed era più facile da gestire. In panchina la sento di più, l’impegno mentale e lo stress sono maggiori, pensi tutto il giorno alle partite, alla formazione. Ci sono più aspetti, più caratteri e più teste da gestire: non è facile, ma è una cosa bella». Che allenatore è Ciccio Tavano e quali sono i progetti per il futuro? «Mi piace che la squadra giochi a calcio e sia propositiva. I miei modelli? Ho avuto tanti allenatori bravi, da Baldini a Spalletti, passando per Somma e Sarri, giusto per fare qualche nome. Cerco di prendere ispirazione da ognuno di loro, ma portando avanti le mie idee. Futuro? Il calcio è sempre stato la mia passione, ho iniziato ora questo nuovo capitolo e cercherò di fare il massimo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=96fdeab)