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Pontedera

Calcio: l’appello

Pontedera, stasera i playoff col Rimini. Lettera del sindaco: «Tutti allo stadio, viviamo la storia»

di Matteo Franconi*

	A sinistra il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, a destra i tifosi granata della gradinata nord Diego Savelli 
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A sinistra il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, a destra i tifosi granata della gradinata nord Diego Savelli 

Matteo Franconi attraverso Il Tirreno scrive alla città nel giorno in cui la squadra inizia il cammino negli spareggi che valgono la Serie B: «Dovevamo morire, calcisticamente parlando, secondo alcuni. Ma abbiamo ottenuto il record di punti in Serie C e il miglior piazzamento di sempre nella terza serie nazionale. Non solo, il nostro modo di fare calcio continua a essere un modello, con imprenditori seri e robusti che chiedono di entrare nella famiglia granata»

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Oggi sono fortunato. E come me lo sono tutti i pontederesi e tifosi granata. Siamo fortunati perché abbiamo la possibilità di vivere da protagonisti un momento che – comunque vada – resterà per sempre nella storia della città. Qualcosa che va oltre il calcio.

La nostra squadra scende in campo stasera (giovedì 11 maggio alle 20,45) nella partita più importante che Pontedera abbia mai vissuto dal lontano 1912, quando un gruppo di studenti pontederesi decise di fondare L’Us Pontedera. Chissà cosa darebbero per essere stasera al Mannucci. Chissà se 111 anni fa qualcuno di loro immaginava che il Pontedera sarebbe arrivato a giocarsi gli spareggi per la Serie B di fronte ai propri tifosi. E chissà se da qualche angolo del cielo riusciranno a dare uno sguardo in basso per tifare granata. Siamo fortunati, tutti, perché noi questo spettacolo possiamo sentirlo sulla pelle, conservarlo negli occhi, tenerlo stretto nella nostra memoria.

Siamo fortunati perché possiamo tifare i nostri ragazzi dagli spalti dello stadio Mannucci. Urlerò anche io per loro. Anche il sindaco può essere tifoso.

Anzi, a mio avviso, il sindaco deve essere il primo tifoso. E pazienza se ci scappa un bel Forza Granata gridato a squarciagola. Non sarà una caduta di stile, ma una dimostrazione d’amore. E anche uno sfogo.

Uno sfogo, sì, perché l’estate scorsa – quando società e squadra sono state rivoluzionate con l’ingresso di Rosettano Navarra come nuovo socio di maggioranza – in molti temevano (o speravano) che fosse l’inizio di un’annata nefasta per il calcio pontederese. E invece no. Perché Navarra ha dato forza e solidità a un gruppo societario che oggi è unito, compatto, determinato e ambizioso. Pronto ad allargarsi, con l’ingresso di nuovi imprenditori.

L’avvicinamento di Enrico Lenzi è una bellissima notizia per il Pontedera e per Pontedera intesa come città. Dovevamo morire, calcisticamente parlando, secondo alcuni. Ma abbiamo ottenuto il record di punti in Serie C e il miglior piazzamento di sempre nella terza serie nazionale. Non solo, il nostro modo di fare calcio continua a essere un modello, con imprenditori seri e robusti che chiedono di entrare nella famiglia granata.

La speranza è che la società si allarghi ancora, che le forze si moltiplichino e che il calcio diventi fiore all’occhiello della città, più di quanto lo è già adesso.

Intanto, però, c’è da vivere la storia. Da acquistare il biglietto e riempire lo stadio stasera. Perché dal 1912 Pontedera non ha mai volato così in alto nel calcio. E quei ragazzini che più di un secolo fa diedero vita alla storia calcistica di Pontedera darebbero qualsiasi cosa per esserci stasera. Facciamolo anche per loro, facciamolo anche per chi, in 111 anni, ha sempre sognato una serata come questa.

*Sindaco di Pontedera




 

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