Gioco
Pontedera, dove il calcio è una favola: la città sotto l’albero trova una squadra da sogno
I granata chiudono l’anno al quarto posto in Serie C e scrivono già un pezzo di storia. Mister Canzi, il patron Navarra, il diesse Zocchi: un momento magico che va oltre lo sport
PONTEDERA. C’è una favola sotto l’albero di Natale, a Pontedera. Una favola collettiva, popolare, che fa sognare un po’ tutti. Nasce dallo sport, ma non è solo sport. La squadra di calcio della città chiude il 2022 con il quarto posto in classifica nel girone B di Serie C. Questo il dato sportivo. Andando oltre, si può dire tranquillamente che questo Pontedera sta segnando uno dei punti più alti del calcio pontederese in 110 anni di storia del club. E la città sta tornando allo stadio.
Il Pontedera di mister Max Canzi e di bomber Ciccio Nicastro fa sognare il popolo granata. Da ottobre a fine dicembre i granata hanno giocato 14 gare in campionato: 10 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. Il quarto posto in classifica è un’impresa costruita partita dopo partita, con un gruppo di giovani e calciatori più esperti che è unito, lotta, usa anche le maniere forti con gli avversari se è necessario, morde e fa male. Al primo posto, quello che vale la promozione diretta in Serie B , c’è la Reggiana, a +7 dal Pontedera. Il Cesena terzo è a +2, il Gubbio secondo a +3. Con mezzo torneo ancora da giocare. Ma perché non è solo calcio? Perché se il momento è storico per il Pontedera, lo è per l’intera città. Non è questione di essere o non essere tifosi. La festa è di tutti. E non è la prima volta che il pallone unisce i pontederesi.
Tutti ricordano di quando il Pontedera vinse con la Nazionale di Arrigo Sacchi in un’amichevole divenuta epica alla vigilia del Mondiale USA. Era il 6 aprile 1994. E poi la riscossa iniziata nel 2010 con il “nuovo” Pontedera tornato protagonista grazie a un gruppo di imprenditori della Valdera e l’impegno dell’amministrazione comunale. L’uscita dal tunnel dei dilettanti e il ritorno nei professionisti nel 2012, 12 anni dopo l’ultima volta. E poi il miracolo e il salto immediato in C1, nella magica estate del 2013. Quando dopo 19 anni il Pontedera mise di nuovo piede nella terza serie del calcio nazionale. Gli anni di Gigio Grassi e bomber Arrighini, lo spareggio di Lecce per la Serie B e il rigore maledetto di Pastore che ci ha diviso dalla potenziale leggenda.
Oggi sotto l’albero di Natale dei pontederesi c’è una storia nuova. Un patron che si vede poco - Rosettano Navarra - ma che tifa tantissimo. Un allenatore - Massimiliano Canzi - che oltre a una valanga di vittorie e un gioco spumeggiante ha portato anche un tocco di eleganza al Pontedera. Milanese, ottimo comunicatore, sempre lucido e mai fuori dalle righe di fronte alle telecamere. Il direttore sportivo, anche lui nuovo, è Moreno Zocchi. Uno che parla pochissimo e lavora senza sosta. L’ultima partita dell’anno del Pontedera - venerdì 23 dicembre al Mannucci contro l’Olbia - è stata l’ennesima vittoria dei granata da sogno. La sesta di fila in casa. Una battaglia finita addirittura 5-4 in cui è successo di tutto. Ma il regalo di Natale è salvo. Sotto l’albero, Pontedera trova un sogno che rotola sull’erba.
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