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Pontedera

Calcio: Serie C

Pontedera, perché l’uscita dalla Coppa non è un passo indietro. E quella bandierina alzata tra mille dubbi

di Tommaso Silvi

	Max Canzi, tecnico del Pontedera 
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Max Canzi, tecnico del Pontedera 

Negli ottavi di finale succede di tutto: Nicastro si divora il pari, poi Cioffi segna ma il guardalinee ferma tutto per un fuorigioco “misterioso”

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VITERBO. L’ultima sconfitta del Pontedera era arrivata esattamente un mese fa. Il 16 ottobre in casa della Carrarese, in campionato. Stavolta il ko matura in Coppa Italia, ma non suona come un campanello d’allarme. Il popolo granata può dormire sonni tranquilli. Almeno per ora. La battuta d’arresto con la Viterbese – nel pomeriggio di mercoledì 16 novembre - non è da considerarsi un passo indietro. Prima di tutto perché mister Canzi sceglie di tenere a riposo diversi titolari. E poi perché il Pontedera la partita se la gioca eccome. Arriva anche il pari all’ultimo minuto, annullato però dal guardalinee per un fuorigioco che appare quantomeno dubbio.

Certo, la prospettiva di andarsi a giocare i quarti di finale era allettante. Ma salutare la Coppa – si sa – non è la fine del mondo. Soprattutto se l’addio alla competizione si consuma a testa alta. Proprio come accaduto ai granata. Canzi ruota i titolari, ma senza esagerare. In porta il solito Stancampiano – dodicesimo di lusso per la categoria, e un paio di interventi miracolosi lo dimostrano –, con Marcandalli, Pretato e Baroni (in ripresa dopo i seri guai al ginocchio che lo hanno tenuto a lungo lontano dal campo) a comporre la linea difensiva. Sugli esterni Somma e Perretta, con Ladinetti e Guidi in cabina di regia. Benedetti alle spalle della coppa Petrovic-Cioffi. La Viterbese è in piena zona retrocessione in campionato, nel prossimo fine settimana affronta la corazzata Crotone ed è appena passata nelle mani di mister Pesoli, ex difensore richiamato in prima squadra dalla Primavera dopo l’esonero di Giacomo Filippi.

Insomma, ti aspetti un gruppo con la testa da un’altra parte, e invece i gialloblù vanno a tutta birra fin dai primi minuti. Contro un Pontedera tonico, ma meno brillante di quanto mostrato nelle ultime partite.

Il pacchetto arretrato in particolare soffre le giocate da marpione di Marotta – 36 anni e una vita passata sui campi di Serie C – e il dinamismo del giovane Spolverini. È proprio lui a siglare il gol partita, al 29’ del primo tempo, battendo di testa Stancampiano sugli sviluppi di un suggerimento dal lato destro.

I granata non arretrano e continuano a credere nel possesso palla alla ricerca del pertugio giusto per sfondare la difesa laziale. Canzi vuole un gioco che arrivi velocemente alla verticalizzazione, ma Cioffi e Petrovic in diverse occasioni non si fanno trovare pronti sulle fiammate offensive dei compagni.

A inizio ripresa Canzi toglie Baroni – buona prova la sua, nell’attesa che ritrovi la condizione migliore e i novanta minuti nelle gambe – e getta nella mischia Bonfanti.

Le occasioni più grandi per i granata arrivano nel finale di partita. Prima Nicastro si divora il pari solo davanti a Bisogno dopo aver intercettato un tiro dal limite di Catanese, poi Cioffi segna in mischia. Ma si alza la bandierina. Fuorigioco tra mille polemiche.

Il Pontedera esce dalla Coppa ma è vivissimo. I Canzi boys pensano già all’impegno di domenica alle 14,30 al Mannucci col Fiorenzuola.


 

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