Gioco
Un difensore che para i rigori: la pazza domenica di Nico che salva il Selvatelle
Accade in Prima categoria. L'ex talento del Livorno che aveva deciso di smettere col calcio dopo due brutti infortuni, prima di ricominciare a due passi da casa, s'improvvisa tra i pali per un'emergenza. E se la cava alla grande
SELVATELLE. In primo piano c’è una storia da film che si è materializzata domenica 23 ottobre su un campo da calcio di un paese della Valdera. E c’è il destino che si diverte a giocare con un ragazzo di 25 anni arrivato a un passo da essere un giocatore “vero” e il cui sogno sfuma per due volte dal letto dell’ospedale. Al centro del racconto un rigore parato e un’impresa compiuta a metà in Selvatelle-Casale Fattoria. Girone B di Prima categoria.
Il Selvatelle non ha cominciato nel migliore dei modi l’avventura nella serie più alta mai raggiunta dalla società: 4 sconfitte e 1 vittoria nelle prime 5 giornate di campionato. Nico Ribechini, pecciolese, difensore classe 1997 cresciuto nel vivaio del Livorno, è seduto in panchina. A disposizione di mister Martelli non c’è, invece, il secondo portiere. Si chiama Luca Bacciarelli e pochi giorni fa ha avuto la conferma di doversi sottoporre a un intervento al legamento crociato del ginocchio. In porta gioca il titolare, Matteo Bitozzi. Che dopo un quarto d’ora viene espulso per un fallo considerato violento dall’arbitro sull’attaccante del Casale Fattoria. Calcio di rigore. E beffa doppia per il Selvatelle, che deve giocare 75 minuti senza portiere. Qualcuno deve mettersi i guanti e improvvisare.
«Il mister si è girato e mi detto “Ribe, entra”. Me lo aspettavo, ma è stata comunque una scarica di adrenalina. Mi è sempre piaciuto il ruolo del portiere e anche in allenamento capita che giochi qualche minuto tra i pali durante la partitella, per puro divertimento», racconta Nico, che senza indugio si fa prestare i guanti e si piazza di fronte all’avversario. «Situazione strana anche per lui, ho pensato che per non rischiare avrebbe potuto calciare forte e centrale». Nico ha ragione. Parato. Il difensore arrangiato portiere fa il miracolo e il Selvatelle segna nell’azione successiva. Poteva essere una favola, ma il pareggio del Casale Fattoria a un soffio dalla fine («avevo parato anche quella, hanno segnato sulla ribattuta», precisa Nico) scalfisce solo in parte la domenica da sogno del 25enne pecciolese, autore di un paio di interventi decisivi che hanno evitato la sconfitta. Nico eroe per una domenica. Dopo che il calcio gli ha riservato più di una “bastonata”. Grave infortunio al ginocchio al momento di esplodere nella Berretti del Tuttocuoio, due ernie alla schiena nella stagione seguente al Gambassi, nell’anno del rilancio in Eccellenza. «Decisi di smettere e sono andato in Australia a lavorare nei ristoranti. Due anni dopo arriva la chiamata del Selvatelle – racconta – e riparto. Abbiamo vinto Terza e Seconda categoria, ho riacceso la mia passione per il calcio. E ora mi sono tolto pure la soddisfazione di parare un rigore».
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