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Calcio: Serie C

Le tre mosse di mister Canzi: così il Pontedera diventa vincente

di Tommaso Silvi

	Massimiliano Canzi sulla panchina del Pontedera nella trasferta di Alessandria (Foto Us Città di Pontedera)
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Massimiliano Canzi sulla panchina del Pontedera nella trasferta di Alessandria (Foto Us Città di Pontedera)

Max ha messo subito le cose in chiaro, già prima di pronunciare le sue prime parole da allenatore granata. Nel giorno della sua presentazione è arrivato nella sala stampa del Mannucci col sorriso di chi ama le sfide. Carico e concentratissimo

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PONTEDERA. Venti calciatori da conoscere e da convincere che sei la persona giusta, quella di cui devono fidarsi. Un ambiente completamente nuovo con cui devi prendere confidenza – dal campo di gioco al magazziniere – e due esami ravvicinati da superare. Di mestiere fai l’allenatore di calcio e il tuo datore di lavoro da te si aspetta subito grandi cose. Non puoi sbagliare e hai solo 72 ore di tempo. Soltanto una manciata di allenamenti per trasformare l’anima di una squadra che in sei partite non ha mai vinto: quattro pareggi e due sconfitte.

L’avventura di Max Canzi sulla panchina del Pontedera è iniziata da qui, mercoledì 5 ottobre. Tra tanta curiosità e un briciolo di scetticismo da parte dei tifosi. Max ha messo subito le cose in chiaro, già prima di pronunciare le sue prime parole da allenatore granata. Nel giorno della sua presentazione è arrivato nella sala stampa del Mannucci col sorriso di chi ama le sfide. Carico e concentratissimo. E con le sue prime tre mosse il Pontedera è diventato vincente. Il successo in Coppa Italia a Siena ai supplementari – prima partita della stagione senza subire reti per Catanese e compagni – Max se lo è visto dalla tribuna, dato che non ha avuto il tempo materiale per sedersi in panchina, dove è andato il suo vice, il pontederese Daniele Zini. I due si sono conosciuti a Cagliari quando Zini lavorava nel settore giovanile e Canzi allenava la Primavera. Poi la trasferta ad Alessandria. Altra vittoria, la prima della stagione in campionato. Tutto in 72 ore. Max ha scelto di cominciare dalle cose facili. E per ora ha ragione lui.

Sana strafottenza

Il Pontedera di Canzi è coraggioso. Ad Alessandria – sabato 8 ottobre - i granata hanno approcciato alla gara col piede sull’acceleratore. Aurelio, Cioffi e Catanese. Tre squilli e il primo tempo chiuso sul 3-1. Il momentaneo pareggio di Speranza non ha scalfito il furore agonistico del Pontedera, che nella ripresa ha saputo adattarsi alla lotta sotto la pioggia. A difesa di una vittoria che in campionato mancava dal 27 febbraio. Il cambio di guida tecnica ha alzato ancora di più l’asticella del morale del gruppo, che già era su buoni livelli sotto la gestione Catalano. Non sarebbe giusto dimenticare, infatti, i quattro pareggi arrivati tutti in rimonta, in alcuni casi anche contro avversari di spessore assoluto, vedi Ancona e Cesena.

La pedina

Che poi il calcio è fatto anche di cose semplici. A volte basta cambiare una pedina per risolvere un problema. Nell’attesa di modificare profondamente il Pontedera secondo il proprio “Credo” calcistico, Max Canzi ha toccato pochissimo. Ma ha toccato bene. Rispetto alla sconfitta col Siena che è costata il posto a Catalano, ad Alessandria è sparito un uomo offensivo – nello specifico Petrovic – ed è apparso nell’undici titolare Perretta, centrocampista bravo anche a spezzare l’azione avversaria, tra l’altro autore dell’assist della prima rete di Aurelio.

Verso i tifosi

Prima di quello di Catanese ad Alessandria il Pontedera aveva segnato 7 reti in campionato. E mai l’esultanza dei giocatori era stata rivolta verso i tifosi. Chissà che Canzi non abbia fatto capire al gruppo anche l’importanza di un legame stretto con chi – ogni domenica – spende voce, soldi e fiato in nome di una passione più forte di tutto.


 

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