Italia
Il Cascina si trasferisce... a Ponsacco e i rossoblù retrocessi tornano in serie D
La proprietà dei nerazzurri invia richiesta alla Figc per il cambio di nome e sede
PONSACCO. Da un lato il sindaco di Cascina, Michelangelo Betti, che parla di «metodi irrispettosi». Dall’altra la sua collega di Ponsacco, Francesca Brogi, che si dice «soddisfatta di un progetto che, oltre a riportare la prima squadra in sedie D, punta anche allo sviluppo del settore giovanile». È la vicenda che vede la dirigenza del Cascina trasferirsi da una cittadina del mobile all’altra e portarsi dietro il titolo sportivo, appunto quel gradino appena sotto il professionismo nella scala delle categorie del calcio italiano.
Controlli sulle spese
«Manca l’ok dalla Federcalcio – dice Brogi – e per ora non possiamo dire che sia fatta al cento per cento. Sono convinta che il pallone rossoblù potrà avere una spinta per il rilancio da questo cambiamento, perché i nuovi proprietari mi sono sembrate persone che hanno voglia di fare bene nella nostra cittadina, consapevoli della grande tradizione calcistica di Ponsacco». La sindaca dovrà, però, risolvere la questione legata alla gestione dello stadio. La proprietà ex Cascina ha rilevato l’Acs Le Melorie e a questa dovrebbe andare l’assegnazione provvisoria dell’impianto comunale, dopo che l’amministrazione ha dato la disdetta alla vecchia proprietà per la concessione del campo sportivo principale. «I 70mila euro l’anno dati dal Comune – riprende Brogi – presuppongono un controllo da parte del Comune. Siamo sicuri di quello che abbiamo fatto, anche se non è ancora arrivata una risposta».
Incontro coi vertici
Duro il commento del sindaco Betti: «Apprendiamo che il Cascina Calcio ha deciso di portare altrove il titolo sportivo di Serie D, cambiando denominazione. La vicenda, per come è maturata, rivela una mancanza di rispetto nei confronti della storia della società e della città, ancor più che dell’amministrazione comunale. I vertici nerazzurri ce lo avevano chiarito sin dalla promozione in Serie D dello scorso anno: per loro l’attività nel settore non era affatto legata alla storia della società. Nel 2021 avevano prospettato un passaggio in un Comune vicino, quest’anno ci hanno riproposto due ulteriori ipotesi di trasferimento. Ovviamente, alla fine, ne stanno concretizzando solo una. A maggio abbiamo incontrato i vertici del Cascina e abbiamo presentato quello che poteva essere l’impegno dell’amministrazione comunale per la società: un aiuto nella ricerca di sponsor, un confronto con le associazioni del territorio comunale per garantire spazi adeguati per allenamenti e partite, la prosecuzione degli investimenti sullo stadio. Non abbiamo avuto risposte, assistendo invece a un passaggio di sede che pare dettato dalla convenienza economica». Nei confronti del Cascina, secondo il Comune, c’erano state aperture anche da parte delle altre società, per consentire alle squadre di allenarsi sul territorio. «Di certo per garantire maggiori spazi ai nerazzurri non avremmo potuto revocare convenzioni con le associazioni calcistiche del territorio», conclude Betti.
Appelli nel vuoto
Intanto, il suo oppositore in consiglio comunale, Dario Rollo consigliere comunale del gruppo “Valori e Impegno civico, ex sindaco reggente, accusa il Pd di aver «fatto fallire il calcio a Cascina». Secondo Rollo, «Gli ultimi appelli di aiuto lanciati dal presidente Valerio Sisti del Cascina Asd, associazione calcistica che milita in serie D, non sono stati ascoltati dall’attuale amministrazione comunale. E così il titolo ha lasciato Cascina per “accasarsi” nella vicina Ponsacco. Un’amministrazione comunale assente che non ha posto alcuna attenzione all’importante realtà sportiva che la città aveva la fortuna di avere. Un’amministrazione che ha ristabilito certe dinamiche che hanno contraddistinto il nostro territorio per decenni, non solo nel calcio. Associazioni che possono e ottengono tanto ed altre che invece sono costrette ad elemosinare e fare salti mortali per continuare a fare sport sul territorio. Tutto nell’ottica del ritorno elettorale».
Ritorno dei Mobilieri
Il Cascina, per il momento, ha preferito non replicare a Betti. La telenovela dovrebbe avere presto un epilogo, con inevitabili strascichi e polemiche. Nei giorni scorsi la dirigenza nerazzurra ha inviato alla Figc una richiesta formale per il cambio di denominazione e sede legale. A fine luglio la prima squadra inizierà la preparazione a Ponsacco. Poi sarà la volta della Juniores Nazionale e non è escluso che Le Melorie possano diventare anche la casa del settore giovanile. Un cambio repentino per l’ambiente rossoblù dopo una stagione sfortunata, chiusa con l’amara retrocessione in Promozione. Dalla delusione a prospettive inedite e spiragli di luce portati da un nuovo progetto. Un ritorno nella massima categoria dilettantistica sarebbe accolto con grande entusiasmo. Ancora da capire quale sarà la nuova denominazione, possibile un affascinante ritorno del celebre Mobilieri Ponsacco.
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