Il Tirreno

Pontedera

«Il mio Pontedera senza paura»

Alessandro Bientinesi
A sinistra il nuovo mister granata Pasquale Catalano durante la presentazione, al centro il presidente dell’Unione Sportiva Città di Pontedera, Rosettano Navarra e a destra il direttore sportivo Moreno Zocchi (Foto Franco Silvi)
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A sinistra il nuovo mister granata Pasquale Catalano durante la presentazione, al centro il presidente dell’Unione Sportiva Città di Pontedera, Rosettano Navarra e a destra il direttore sportivo Moreno Zocchi (Foto Franco Silvi)

Il nuovo mister Catalano si presenta: «Niente proclami, pensiamo a lavorare». Il ds Zocchi: «In passato ci siamo scontrati, ma è il profilo ideale per il nostro progetto»

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PONTEDERA. «La scelta da parte mia è stata facile. Per quello che è il progetto Pontedera e per quello che mi ha chiesto la società, credo che non ci sia persona migliore di Pasquale Catalano. Accanto a me ho bisogno di persone positive, di persone che di notte sognano e poi di giorno lavorano per realizzare quello che hanno sognato». Parole chiare quelle del direttore sportivo Moreno Zocchi riferite al nuovo mister. Un legame, quello tra Zocchi e Catalano, nato ai tempi dell’Imolese. «Pasquale ha da subito colto i concetti che vogliamo portare avanti quest’anno, è un grande lavoratore e sono sicuro che riuscirà a tirare fuori il meglio dalla squadra che gli daremo a disposizione – ha aggiunto il ds granata -. Lo conosco già molto bene perché abbiamo lavorato insieme a Imola, confrontandoci spesso e arrivando anche a discutere, ma un’ora dopo eravamo di nuovo fianco a fianco perché entrambi sappiamo che i confronti, anche duri, a volte servono per bene della società. I risultati di questo lavoro li vedremo sul campo e inoltre vorremmo, come ha detto Navarra, che la società granata diventasse un punto di riferimento per i ragazzi del nostro settore giovanile e di quelli di altre società. Devono vedere nel Pontedera una rampa di lancio per potersi affermare per calcare poi anche palcoscenici più importanti».

Spazio, poi, al nuovo allenatore. Poche parole, ma idee già molto chiare. Fin dal modulo, che dovrebbe essere un 4-3-3 ma con possibilità di modificarsi e adattarsi anche in corso di una singola gara. «Prima facciamo la squadra e poi adatteremo il modulo alle caratteristiche dei giocatori. L’idea è quella di creare una rosa con calciatori duttili che possano cambiare sistema di gioco anche in corsa. Sono contento di essere qua e ringrazio il direttore e la società per avermi scelto. Non sono abituato a fare promesse o proclami ma a lavorare. Arrivo in una società che ha fatto benissimo in questi 10 anni e ora sta cambiando tanto, sia a livello societario che organizzativo, ma non ho paura di confrontarmi con questa situazione, metterò tutto me stesso in questa avventura e pretenderò che chi sta vicino a me faccia altrettanto. Come ha detto il direttore, noi ci conosciamo già. Abbiamo lavorato insieme confrontandoci e a volte scontrandoci, sempre nell’interesse della società per cui lavoravamo. Non mi aspettavo la sua chiamata ma se così è stato vuol dire che qualcosa di positivo gliel’ho lasciato e lui ha lasciato qualcosa a me, quindi mi sono fidato di lui quando mi ha presentato il progetto che aveva in mente per il Pontedera e sono felice di poterlo iniziare con lui». l


 

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