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il progetto per lungarno guadalongo 

Un polo d’eccellenza alla base nautica: sport, aiuto ai disabili e riabilitazione motoria

Un polo d’eccellenza alla base nautica: sport, aiuto ai disabili e riabilitazione motoria

Simoncini della Billi Masi (gruppo sportivo Vigili del fuoco): offrire un centro a chi ha bisogno di continuità di cura

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PISA. Pisa vanta molte eccellenze e quando si trova un comune denominatore che può metterle insieme allora si può ambire a creare una realtà unica a livello nazionale. Ne è convinto Alessandro Simoncini, responsabile della società Billi Masi, gruppo sportivo dei Vigili del Fuoco.

L’8 novembre scorso è stato inaugurato lo scalo su lungarno Guadalongo, dove hanno sede la base nautica dei Vigili del Fuoco e la palestra della società. «È stata una giornata molto importante per noi – dice Simoncini –, penso che questo recupero sia stato e sia molto importante. Aspettavamo da anni questo intervento di manutenzione della pavimentazione, per rendere lo scalo al fiume sicuro, agevole e accessibile».

In quest’ottica il Comune di Pisa si è fatto promotore di una nuova convenzione con i Vigili del Fuoco siglata nel marzo 2021 per permettere l’utilizzo dello scalo da parte di soggetti diversamente abili per attività legate alla fruibilità dell’Arno, alla pratica di sport fluviali e come approdo per le attività fluviali delle manifestazioni storiche cittadine.

All’inaugurazione dello scalo, partecipatissima, è intervenuto anche Giuseppe Abbagnale, presidente della Federazione Italiana Canottaggio. «Sono stato qui alcuni anni fa – ha dettto nell’occasione Abbagnale – quando la struttura della società ancora non c’era o almeno non era quella che possiamo ammirare oggi. Con l’inaugurazione di questo nuovo scalo non solo si offre un servizio fondamentale al Corpo dei Vigili del Fuoco e all’intera città, ma si dà anche un’ulteriore spinta ai ragazzi e alle ragazze che praticano canottaggio. E si mette in atto un’azione concreta anche per le persone con diverse abilità consentendo loro di praticare il canottaggio. So che la realtà della Billi Masi sta crescendo, come i risultati degli atleti nelle gare nazionali: questo ci fa ben sperare per il canottaggio che ho il privilegio di rappresentare e l’augurio che faccio ai ragazzi e alla città di Pisa, che vanta una tradizione importante per questo sport, è di continuare a tenere alto il nome della disciplina remiera che tanto amano».

«La presenza di Abbagnale, oltre ad averci lusingato, ha rappresentato un segnale importante per quello che per noi è un punto di partenza – aggiunge Simoncini –. Il presidente era venuto a trovarci quando ancora la struttura della società non c’era o almeno non era quella che possiamo ammirare oggi. Nel suo intervento ha detto che sicuramente questo nuovo scalo offre un servizio fondamentale ai Vigili del Fuoco e all’intera città, ma dà anche un’ulteriore spinta ai ragazzi e alle ragazze che praticano canottaggio e rappresenta un’azione concreta anche per le persone con diverse abilità consentendo loro di praticare il canottaggio. L’accessibilità dello scalo è un passaggio importantissimo e la giornata dell’8 novembre ce lo ha dimostrato, ma noi vogliamo andare oltre. A Pisa abbiamo potenzialità enormi e basta “solo” fare squadra: la nostra idea è di iniziare ad innovare la nostra sede con tecnologie che la rendano ancora più accessibile. Per questo abbiamo già avviato un dialogo con l’amministrazione comunale, e in particolare con l’assessora Sandra Munno, e prevediamo di poter realizzare già qualcosa di concreto per rendere ancora più accessibile lo scalo a persone diversamente abili. Avere abbattuto le barriere architettoniche è un primo passo: ora dobbiamo preoccuparci dell’accessibilità funzionale fino a diventare un centro di competenza che possa essere volano per altre realtà sportive. Abbiamo un singolo e un sedile che può essere montato sia su remergometro che su barca: ci sono cinghie in sicurezza che consentono di fare agevolmente il movimento di vogata: in passato abbiamo già utilizzato queste attrezzature. L’idea però è più ambiziosa: offrire un centro a chi ha bisogno di continuità di cura garantendo personale specializzato (allenatori, fisioterapisti) che possano, e devono, affiancare le persone con diverse abilità. Deve esserci una continuità riabilitativa che sfoci nello sport».

In attesa di vedere realizzati i prossimi obiettivi, Simoncini è già al lavoro, tra l’altro, per la gara nazionale di ottobre 2022 alla Darsena: «Prevediamo circa 1.500 persone tra atleti e allenatori: anche lì abbiamo progetti e qualcuno di prossima realizzazione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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