Italia
Pontedera, il primo incontro slitta al 15 gennaio a Pistoia
Stefano Scarpetti
PONTEDERA. Dopo i campionati dilettantistici si ferma anche la Lega Pro, l’innalzamento dei contagi da Covid degli ultimi giorni procurata dalla famigerata variante Omicron ha indotto la terza serie a posticipare la seconda giornata di ritorno, che avrebbe dovuto disputarsi nel prossimo weekend dell’8-9-10 gennaio. Il Pontedera avrebbe dovuto affrontare la Vis Pesaro tra una settimana allo stadio “Ettore Mannucci” (ore 14.30). È stata quindi istituito un nuovo turno infrasettimanale, 1,2,3 febbraio, al momento la sfida dei granata – come del resto tutte le altre – è stata programmata per mercoledì 2 febbraio alle ore 21. Orario puramente indicativo, potrebbe essere infatti anticipato. Quindi le vacanze si allungano anche se si tornerà in campo per allenarsi, il prossimo turno verrà disputato a metà mese, quando il Pontedera sarà atteso dal primo derby di questo nuovo anno sabato 15 gennaio alle 14.30 al “Melani” contro la Pistoiese.
Scelta sicuramente logica e razionale quella della Lega considerato il numero di positivi presenti in tutte le squadre, alcune alle prese con veri e propri cluster come Triestina ed Imolese che hanno addirittura 20 tesserati positivi. La speranza è che nel frattempo la situazione possa stabilizzarsi. Verrà monitorato l’andamento dei contagi, di conseguenza si deciderà come procedere. Nel frattempo si hanno anche date e orari sia della 5ª che della 6ª giornata: il 30 gennaio per i granata trasferta contro L’Aquila Montevarchi al Brilli Peri (ore 14.30), mentre il 6 febbraio la truppa di Ivan Maraia se la vedrà con l’Imolese al “Mannucci” allo stesso orario.
Il presidente della Lega Francesco Ghirelli ha spiegato così la decisione presa: «La situazione epidemiologica unita ad una previsione di innalzamento dei casi nei prossimi giorni fa crescere consigliando quindi di rinviare l'intera giornata. Entro il 10 gennaio 2022 il governo, con la guida della autorità sanitarie, emanerà nuove disposizioni in materia di prevenzione e tutela della salute e ciò renderà le norme da applicare ancora più chiare. Giocare, invece, significherebbe determinare l’afflusso di spettatori negli stadi, con ulteriori rischi di focolai. I dati epidemiologici provenienti dai club ci indicano una situazione variegata».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
