Sicurezza
Il Cascina si rinforza e Polzella ora lo sprona
Il tecnico dopo gli arrivi di Bardini, Lici e Mattioli: «Dobbiamo dare di più, tutti. E sul mercato faremo anche altre operazioni»
Alessandro Marone
CASCINA. Si è chiusa con una doppia trasferta laziale in cinque giorni la prima parte di stagione del neopromosso Cascina, tornato in Serie D in estate dopo 13 anni.
Dopo il blitz a Rieti (0-2), con il Manlio Scopigno espugnato grazie all’uno-due nella ripresa di Giani e Mencagli, nel turno infrasettimanale è maturato nel primo tempo il ko (2-0) a Montespaccato. Ad una giornata dal giro di boa i nerazzurri sono in zona playout a 13 punti in compagnia di UniPomezia e Rieti. Luca Polzella, sulla panchina del Cascina (con il quale ha conquistato un doppio salto di categoria) da febbraio 2018, analizza l’andamento dei nerazzurri nel girone E: «Sapevamo che sarebbe stato un percorso difficile e stiamo attraversando un momento complicato, ma lottiamo a denti stretti. Abbiamo affrontato una categoria nuova, per vicissitudini varie, con una rosa completamente rinnovata. Poi qualche episodio non ci ha favorito, c’è stata la tegola dell’infortunio del nostro capitano, Alessio Fatticcioni. Che voto darei alla prima parte di stagione? Se il campionato finisse oggi saremmo in zona retrocessione. Vero, ci sono state tante difficoltà, ma bisogna essere obiettivi e il percorso fino ad ora non merita la sufficienza piena. Diciamo un 5,5. Ce la siamo sudata questa Serie D e vogliamo mantenerla in tutti i modi. Dobbiamo fare qualcosa in più».
Giusti i 13 punti in 16 gare per quanto si è visto in campo?
«Forse qualcosa ci manca, un po’ per sfortuna, un po’ per episodi. Ma alla fine dell’anno tutto si compensa. Per salvarsi serviranno 40 punti e sono tantissimi, per i playout 34-35. Ci manca un po’ di continuità e serve un girone di ritorno diverso».
Un Cascina in versione trasferta: 10 punti sono arrivati lontano dal Redini e ancora non avete vinto in casa.
«I numeri parlano. Sono molte le squadre ad aver collezionato tre vittorie esterne. Forse è dovuto anche alla casualità. Ci mancano dei risultati positivi al Redini, dobbiamo far meglio qui a Cascina».
Nel bilancio del 2021 non si può non considerare la promozione in D.
«Il bilancio è molto positivo, il 2021 è stato un anno storico per Cascina. Il campionato chiuso da imbattuti e la finalissima playoff vinta sono ricordi che resteranno nella storia del club e nel cuore di chi li ha vissuti»
Capitolo mercato. Negli ultimi giorni tris di arrivi: il centrocampista classe 2000 Lorenzo Bardini dal Pontedera, l’esterno offensivo Marco Mattioli (’02) dalla Pro Livorno Sorgenti e il difensore Aleksander Lici (’94) dal Ponsacco.
«Bardini ha esordito subito dal 1’, oltretutto in un ruolo non suo, eravamo in emergenza in difesa: si è comportato benissimo, ottimo approccio sia a livello fisico che di personalità. Lici sta recuperando da un infortunio, è un giocatore molto carismatico, ci servirà in campo e nello spogliatoio. Matteoli è un giovane che ha già esperienza in categoria, lo scorso anno ha segnato anche qualche gol».
Ci saranno altri movimenti?
«La società si sta dando da fare, stiamo lavorando per un altro paio di situazioni. Potrebbe arrivare un portiere quota per avere un’alternativa. Se non ci saranno sorprese prenderemo anche un attaccante di categoria. Davanti abbiamo segnato poco, ci sono mancati dei gol»
Il Cascina ha ripreso ieri gli allenamenti. Ritorno in campo il 9 gennaio: al Redini arriva il Poggibonsi secondo in classifica per l’ultimo match del girone d’andata.
«Dopo il Poggibonsi avremo un’altra gara in casa contro il Gavorrano. Due partite toste, ma abbiamo bisogno di punti. Sappiamo che c’è da lavorare, approfitteremo di questi giorni per ritrovare il giusto assetto tattico viste le novità nella rosa».
Cosa chiede al 2022?
«Di non disperdere quello che abbiamo raggiunto pochi mesi fa. La speranza è che si possa giocare regolarmente e in sicurezza. Dal punto di vista sportivo l’obiettivo è quello di mantenere la categoria, anche all’ultimo secondo dell’ultima partita. Esattamente come abbiamo conquistato la promozione pochi mesi fa. L’importante è che il Cascina resti in Serie D, sarebbe come vincere un altro campionato».
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