Lutto
«È mancata la reazione, oltre a troppo nervosismo»
Coach Marchini analizza l’inatteso ko dell’Etrusca La Patrie partendo proprio dai due aspetti che meno gli sono piaciuti
Stefano Scarpetti
SAN MINIATO. La classica giornata negativa, in cui tutte le cose vanno nel verso sbagliato e gli avversari segnano da ogni posizione e in qualsiasi modo.
Potrebbe essere sintetizzata così la fragorosa battuta d'arresto interna dell'Etrusca La Patrie San Miniato al cospetto di Firenze nell'ultima partita del 2021 giocata al Fontevivo. Un 88-61 non si spiega soltanto con i freddi numeri, ma anche con una serie di situazioni che si sono concatenate. «Come avevo detto alla vigilia – dichiara coach Marchini – affrontavamo una squadra che se si faceva giocare ai propri ritmi poteva diventare molto pericolosa, sicuramente il fatto di giocare tre partite in una settimana può condizionare, pensavo fossimo avvantaggiati noi rispetto a loro per le rotazioni invece le cose sono andate diversamente. L'infortunio di Caverzasio dopo pochi minuti ci ha tolto un giocatore importante nel nostro gioco, tuttavia avevamo approcciato bene nel primo quarto, poi però le cose sono cambiate. Firenze vista la giornata di cattiva vena da parte nostra – prosegue Marchini – si è caricata punendoci ad ogni nostro errore, tenendo percentuali soprattutto da tre davvero incredibili. Non mi è piaciuta la nostra mancanza di reazione ad un certo punto e un nervosismo eccessivo a fine partita».
Di fronte a partite del genere quando niente va per il verso giusto la cosa migliore è tornare in palestra per lavorare, e prepararsi al riscatto nella gara successiva: «Questo tipo di sconfitte ti rimangono in testa, se avessimo perso di pochi punti ci sarebbe stata la sensazione di aver comunque disputato una buona gara, questo scarto invece ti fa scattare una molla in vista del futuro. Questo tipo di prestazioni – dice Marchini – non devono ripetersi. Sotto un certo punto di vista è una lezione, questo ci insegna che non basta scendere in campo per vincere le partite ma dobbiamo giocare con ritmo e aggressività altrimenti possiamo incorrere in questo tipo di difficoltà. Sicuramente noi siamo avvantaggiati quando possiamo allenarci, per il nostro tipo di gioco dobbiamo lavorare in palestra».
Quando il girone d'andata si avvicina al termine, c'è un aspetto da sottolineare: i biancorossi fanno maggior fatica tra le mura amiche. «Sto pensando da tempo a questo, non mi so dare una spiegazione – commenta il coach – se non il fatto che a San Miniato ci sono stati derby, se escludiamo San Giorgio. Le formazioni della nostra regione ci aspettano, Firenze ad esempio era molto tempo che non vinceva contro di noi, quindi questa può essere una spiegazione. In ogni caso in trasferta siamo stati più solidi».
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