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Catanese s’aggrappa alla voglia del Pontedera

Alessandro Marone
Catanese s’aggrappa alla voglia del Pontedera

Il centrocampista deciso a riprendersi col Teramo quanto perso a Olbia: «Sconfitta immeritata, ora riscattiamoci»

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Alessandro Marone

PONTEDERA. Dopo un tris di vittorie è arrivato uno stop per il Pontedera, tornato a mani vuote dalla Sardegna. Epilogo amaro sabato al Nespoli nella gara che ha inaugurato la 16ª giornata e quarto risultato utile di fila sfumato negli ultimi minuti con il micidiale uno-due dell’Olbia: 1-0 di Ragatzu (sesto centro in campionato per il bomber sardo, il terzo nelle ultime tre gare) al 90’, raddoppio di Renault al ’93.

Punteggio severo e sconfitta definita «immeritata» da mister Ivan Maraia nella conferenza post-partita. Anche il tecnico dei sardi (tornati alla vittoria dopo tre partite), con grande onestà, ha riconosciuto i meriti del Pontedera: «Il nostro focus era non prendere gol. Se fosse finita 0-0 avremmo avuto ugualmente ragione d’esser contenti per quanto fatto». Dispiaciuto per la sconfitta Giovanni Catanese: «Perdere così è brutto. Non c’erano state grandi occasioni, il gol di Ragatzu è arrivato al 90’ su un episodio e, oltretutto, è viziato da un controllo con la mano – spiega il centrocampista classe ’93, alla seconda stagione in maglia granata – dopo il vantaggio ci siamo sbilanciati e abbiamo preso il 2-0. Siamo parecchio dispiaciuti, la gara poteva tranquillamente finire 0-0 e il pareggio sarebbe stato più che meritato. Anzi, forse abbiamo fatto leggermente meglio noi a livello di occasioni offensive».

A Viterbo, nell’ultima trasferta, il finale era stato dolcissimo: 2-3 di Espeche all’ultimo respiro e primo acuto lontano dal Mannucci. Stavolta i minuti finali sono stati fatali: «È proprio quello che stavo pensando. Il calcio è così, a volte puoi gioire all’ultimo, altre volte no». Si è interrotta la continuità di risultati, si riparte dalla prestazione: «Abbiamo giocato una buona partita. Nel primo tempo avremmo potuto sfruttare meglio qualche ripartenza, ma la prestazione è stata solida, una delle migliori in trasferta. Loro non ci hanno mai impensierito, la gara stava finendo in parità e, onestamente, sarebbe stato il risultato più giusto. Le tre vittorie erano state di grande aiuto per il morale, ti alleni anche con maggiore serenità. Speravamo di allungare il filotto e anche un pari sarebbe stato un risultato positivo».

Settima sconfitta stagionale per i granata, la sesta in otto gare giocate in trasferta. Sabato pomeriggio il Pontedera torna nel fortino del Mannucci (17 punti su 21 tra le mura amiche, ruolino di marcia di cinque vittorie, due pareggi e un solo ko nel derby con la Lucchese) per ospitare il Teramo, quartultimo e reduce dal pesante ko con poker contro la Carrarese: obiettivo riscatto per Catanese e compagni, determinati a conquistare bottino pieno. «Eravamo reduci da una buona striscia – sottolinea il centrocampista – e vogliamo riprendere subito a fare risultato. In casa ci esprimiamo meglio, il Mannucci è il nostro fortino, molte squadre blasonate hanno lasciato punti. In questo campionato molte partite sono decise dagli episodi: cercheremo di farli girare a nostro favore. Il Teramo sarà agguerrito, ma vogliamo sfruttare il fattore campo e scenderemo sul terreno di gioco tosti e carichi per conquistare il massimo risultato».

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