Sicurezza
Il Pontedera vola sulle ali di Magnaghi Gol e non solo, è un bomber da... 10 e lode
Gli elogi del direttore generale Giovannini: «Giocatore importantissimo che si è calato alla grande nella nostra realtà»
PONTEDERA. Dieci, come i gol segnati finora in campionato; lode, come quella che merita per quello che sta dando ai granata. Già, con l’acuto firmato con il Pescara, appunto il numero 10, Simone Magnaghi si è preso ancora una volta la copertina.
È lui, l’attaccante nato a Lovere (il 12 ottobre del 1993) e cresciuto nel sempre floridissimo vivaio dell’Atalanta, l’uomo in più della truppa di Ivan Maraia. Il direttore generale Paolo Giovannini, uno che di attaccanti (ma più in generale di calcio) se ne intende assai, lo ha preso in estate in prestito dal Pordenone e ora se lo gode insieme al popolo granata. «Simone è un giocatore importantissimo – ha sottolineato il dirigente al termine del match vinto con gli abruzzesi – che si è calato alla grande nella nostra realtà dimostrando grande senso di appartenenza sin da subito».
Magnaghi valore aggiunto, insomma. Ma, come tiene a sottolineare lo stesso Giovannini, di un gruppo che di valori ne ha anche (molti) altri e che sta mettendo il bomber nelle condizioni di esprimersi al meglio. « Siamo contenti per lui – ha aggiunto – ma anche per tutto lo zoccolo duro di questa squadra. A me piace di più soffermarmi sull’importanza del gruppo che contro il Pescara è stato il valore aggiunto che ci ha permesso di vincere la partita».
Il bomber, insomma, è il primo violino di un’orchestra, quella diretta dal maestro Maraia, capace di suonare. « Abbiamo in rosa tanti giovani interessanti – la conclusione di Giovannini – ma dobbiamo dire anche che possiamo contare su un’ossatura di squadra importante, con uomini di temperamento ed esperienza, non dimentichiamolo mai».
Un pericolo difficile da correre con prestazioni come quella di domenica scorsa con il Pescara. Al cospetto di una formazione appena retrocessa dal piano superiore (e costruita con il chiaro intento di tornarci il prima possibile), il Pontedera ha indossato l’abito buono soffrendo quando c’era da soffrire e colpendo quando c’era da colpire. Una prestazione da squadra vera, matura, che è valsa la terza vittoria consecutiva e anche l’aggancio proprio al Pescara in zona playoff.
Tanto che ora sulla graticola c’è proprio il Pescara, con i tifosi che fanno sentire il loro malcontento e la posizione dell’allenatore tutt’altro che solida. « I tifosi hanno passione e fanno sacrifici, sono giustamente arrabbiati, come lo siamo noi – ha spiegato il tecnico Gaetano Auteri dopo la fine della partita – mi hanno chiamato e sono andato da loro, di solito non lo faccio, però siamo in un periodo negativo e mi prendo le responsabilità. Non mi nascondo e ci metto la faccia. Sono un uomo del sud e so stare al mondo. Non sono una persona falsa, dico quello che penso. Io in discussione? Siamo sempre sotto esame, ma se sono a rischio dovete chiederlo alla società. La parita? La squadra non mi è piaciuta, c’è un’involuzione netta».
Merito del Pontedera. Squadra vera e con un bomber, Simone Magnaghi, da 10 e lode in pagella.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
