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Parla l’autore del gol partita di Viterbo 

Espeche e il gol da tre punti «Contento per la squadra»

Alessandro Marone
Espeche e il gol da tre punti «Contento per la squadra»

Il forte difensore argentino auspica che questa sia la partita della svolta «A Pontedera mi trovo bene, il gruppo è giovane e affiatato. Serve continuità»

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Alessandro Marone

PONTEDERA. È arrivata all’ultimo respiro e in contro-rimonta la prima vittoria in trasferta del Pontedera (secondo successo di fila dopo il 2-0 nel derby con il Grosseto). Prima frazione scoppiettante al “Rocchi”, con la doppietta del bomber Magnaghi in avvio e la rimonta della Viterbese. A firmare il 3-2 al 96’ Marcos Espeche, zuccata vincente sulla punizione di capitan Caponi. Un gol pesante, il primo in maglia granata per il difensore argentino classe ’85, colpo del mercato estivo: «Sono contento di aver aiutato la squadra a conquistare tre punti in trasferta che mancavano dall’inizio del campionato», spiega Espeche. «Ci eravamo complicati un po’ le cose, ma siamo riusciti a vincerla. Al “Mannucci” non avevamo avuto grandi problemi, fuori era arrivato solo 1 punto contro la Vis Pesaro: mi auguro che sia la partita della svolta e che ci porti ad avere continuità di risultati, sia in casa che fuori». Il difensore traccia un bilancio dei primi mesi a Pontedera: «Mi trovo molto bene. Un gruppo giovane e affiatato, i ragazzi ascoltano molto e bisogna dargli il tempo di crescere, avere pazienza». Leadership, esperienza, garra e carisma qualità che di certo non mancano ad Espeche (nelle ultime gare schierato al centro del terzetto difensivo), così come la duttilità: «Nasco centrocampista, non ho mai avuto problemi ad interpretare vari ruoli: al centro, destra o sinistra, mi adatto bene».

Globetrotter e gavetta due parole chiave della vita di Marcos, argentino nato a Cordoba innamorato dell’Italia e che in Toscana ha trovato l’amore. Esperienze in Portogallo, Spagna e Tunisia, poi l’arrivo in Italia, al Forte dei Marmi (Eccellenza): «C’era un presidente argentino e conoscevo anche altri giocatori. Appena arrivato in Italia ho capito che sarebbe stato il mio posto nel mondo. A Lucca ho conosciuto mia moglie ed è nato mio figlio, mi sono stabilizzato. Poi ho origini italiane, il nonno di mia madre è marchigiano». Dopo Forte dei Marmi sette stagioni alla Lucchese, facendo la scalata dall’Eccellenza alla C e diventando capitano. Un anno a Gubbio, poi il passaggio alla Reggiana, con cui conquista la promozione. Lo scorso anno l’esordio in serie B, a 35 anni e con la fascia da capitano, nella gara contro il Pisa (2-2): «Una bella soddisfazione. Uno lavora sempre per cercare di arrivare più in alto possibile, lì mi sono reso conto che avevo raggiunto l’obiettivo». Argentini gli idoli di Marcos: «I miei punti di riferimento sono sempre stati Mascherano, per le caratteristiche come giocatore, e Javier Zanetti, come persona». Appassionato di chitarra («negli anni scorsi mi ha fatto molta compagnia, da quando sono tornato a vivere a casa ho meno tempo da dedicarle»), Marcos salterà per squalifica la gara di domenica contro il Pescara: «Con squadre del genere non puoi sbagliare. Dovremo essere attenti a non concedere nulla e sfruttare al meglio le occasioni che avremo. La stagione è in linea con le aspettative, dobbiamo proseguire su questa strada e continuare a crescere».© RIPRODUZIONE RISERVATA

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