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Il pisano Bracci firma il gol dei sogni contro il Livorno

Alessandro Marone
Il pisano Bracci firma il gol dei sogni contro il Livorno

L’ex attaccante nerazzurro ha segnato la rete del 3-3 quasi al novantesimo regalando il pareggio alla Cuoiopelli rimasta in nove giocatori contro undici

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Alessandro Marone

SANTA CROCE. Un pareggio che vale come una vittoria, forse anche di più. Una vera e propria impresa quella compiuta contro la capolista Livorno da una Cuoiopelli stoica e mai doma, in grado di rispondere per due volte al vantaggio amaranto in doppia inferiorità numerica. È successo di tutto nel big match del “Masini”. Con un epilogo da film a pochi secondi dal 90’: lancio in profondità per Bracci che supera due difensori e brucia Mazzoni in uscita spedendo la sfera all’incrocio. È il 3-3 firmato dal pisano Matteo Bracci, attaccante classe ’98, arrivato in estate alla Cuoiopelli.

«L’unico ricordo che ho è che ho saltato due difensori e ho visto il portiere che mi usciva sui piedi. Ho calciato forte e chiuso gli occhi: quando li ho aperti la sfera si stava insaccando all’incrocio”, spiega Bracci, che ha trascorsi in D ed Eccellenza ed è cresciuto nel settore giovanile del Pisa. «I miei genitori sono del quartiere Porta a Lucca, io sono cresciuto nella zona dello stadio». Giovanissimi, Allievi e Primavera con la maglia del Pisa. E, ad agosto 2015, l’emozione dell’esordio all’Arena Garibaldi (in panchina Favarin, poco dopo sostituito da Ringhio Gattuso) nel 4-0 contro il Sestri Levante in Coppa Italia: «Un grande orgoglio. Da pisano giocare all’Arena è un sogno. Ho pensato a tutti i sacrifici fatti e ripagati, alla mia famiglia. Ho ancora tanti amici a Pisa, tra i quali Birindelli, che è esploso e ora indossa la maglia nerazzurra. Devo tanto agli allenatori che ho avuto e alla società».

Un gol dal sapore speciale quello contro il Livorno. Il quarto in campionato, tutti da subentrato: «Una delle soddisfazioni più grandi degli ultimi anni. Una gioia difficile da spiegare, me lo sentivo che non avremmo perso. Sono sereno, cerco sempre di dare il massimo, nello spogliatoio scherziamo sulla media gol-minuti giocati. Questo pari ci dà consapevolezza della nostra forza. Siamo un grande gruppo e continueremo a lottare: sarà dura giocare contro di noi».

È stato il secondo pareggio in per la Cuoiopelli, quarta con 11 punti (e una gara in meno) ad una sola lunghezza dal tandem Fratres Perignano-Cenaia. «È stata una vera impresa, emozionante. Oltretutto davanti ad una bella cornice di pubblico», dice l’allenatore Davide Marselli. «Quando subisci il 2-1 e resti in 9 verrebbe normale pensare che sia finita. Quella di Rossi non era un’entrata cattiva, poteva bastare il giallo. Siamo stati bravi a trovare il 2-2. Il gol di Ghinassi avrebbe ammazzato chiunque, invece ci siamo messi con il 3-4-1 e abbiamo continuato a crederci: non avevamo niente da perdere». Marselli elogia la prova dei suoi: «Questo pareggio contro il Livorno vale due vittorie, è stato ottenuto con una grinta fuori dalla norma. Vero, gli amaranto avevano delle assenze, ma anche a noi mancavano Chelini e Alderotti. Una prestazione sopra le righe, ma me l’aspettavo: i ragazzi sono concentrati, stiamo lavorando sodo. Mi sarebbe piaciuto giocarmela 11 contro 11 e chissà come sarebbe finita, stavamo proprio bene».

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