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Ora Pontedera si gode un altro cecchino scelto

Pietro Mattonai
Ora Pontedera si gode un altro cecchino scelto

Magnaghi ultimo di una serie di bomber che in maglia granata hanno fatto faville: da Aglietti ai jolly pescati da Giovannini

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Pietro Mattonai

PONTEDERA. Dei centravanti il catalogo è questo. Parafrasando Mozart, che nel Don Giovanni si rivolgeva a Donna Elvira, il Pontedera vincente sulla Virtus Entella si è riscoperto squadra d’attacco. Spesso celebrati per la solidità difensiva, soprattutto da quando sulla panchina è seduto mister Ivan Maraia, i granata sono la sesta squadra ad aver segnato di più nel proprio girone. Gran parte del merito è di Simone Magnaghi: a lungo rincorso dal direttore Paolo Giovannini e arrivato quest’estate, l’attaccante ex Sudtirol ha già messo a segno cinque reti in sette giornate di campionato. Una media di quasi un gol a partita. Ma Magnaghi non è certo un’eccezione: in granata, di centravanti che hanno fatto bene ce ne sono stati tanti. E lo zampino di Giovannini non è quasi mai mancato.

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Sfogliando il catalogo, a Magnaghi segue Andrea Magrassi, tornato al Mannucci proprio con la numero nove della Virtus Entella sulle spalle. L’ex granata, nella passata stagione, si è laureato capocannoniere con 15 reti, con uno sprint incredibile sul finale di campionato, con otto gol in dieci partite. Prima di lui, nella stagione maledetta, amputata dal Covid e conclusa a febbraio, l’attacco parlava portoghese con Caio De Cenco. Già al Pontedera nella stagione 2014/2015, il brasiliano arrivò a un passo dalla doppia cifra con nove reti. Chissà dove sarebbe potuto arrivare, se il campionato fosse proseguito. Andando un po’ più indietro, spunta Claudio Santini, ora al Padova e capace di segnare ben 14 reti in 36 presenze tra campionato e Coppa Italia di categoria. Un’annata che gli valse la chiamata in Serie B dell’Ascoli. E ancora, l’intuito di Giovannini portò a Pontedera anche un certo Stefano Scappini, arrivato alla corte di Paolo Indiani grazie a un blitz di mercato del direttore. Dopo una stagione al Savona, conclusa con dieci reti, l’attaccante perugino ne segnerà ben 24 in un solo campionato. Indimenticabile, in quell'annata, il pokerissimo rifilato alla Lupa Roma, nella vittoria per 5-2 dei granata.

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Pontedera, anche in tempi meno recenti, è sempre stata una terra di opportunità per chi sa far gol. Come Luigi Grassi e Andrea Arrighini, una coppia che sul campo del Mannucci, soprattutto nella stagione 2013/2014, ha incantato i tifosi granata e fatto tremare le difese avversarie. In quell’annata, Grassi arrivò a quota 15, mentre Arrighini a 16. Sulle 53 reti messe a segno dalla squadra, ben 31 portavano la loro firma. In totale, comunque, entrambi vantano uno score di grande prestigio: mentre Grassi, in granata, ha realizzato 54 reti in 116 presenze, Arrighini ha segnato 33 volte in 71 presenze. Tutti e due, poi, migreranno in Serie B.

BOMBER STORICI

E se il fiuto di Giovannini nel mercato degli attaccanti ha spesso scovato giocatori che si sono fatti strada a suon di gol, anche prima di lui, negli anni Novanta, il Pontedera ha potuto contare su centravanti di razza. Come Alfredo Aglietti, oggi tecnico della Reggina e, un tempo, goleador in maglia granata. Come Scappini, Aglietti rimase al Mannucci per una sola stagione, collezionando 34 presenze e segnando 22 reti. Anche se, la più memorabile, arrivò in amichevole: il 6 aprile 1994, nello storico successo contro la Nazionale di Arrigo Sacchi, fu lui a siglare il raddoppio dei granata.

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