Sicurezza
Il sogno sfumato di Rizzato ora è realtà con il Cascina
CASCINA. Tre mesi fa era a soffrire sugli spalti del “Masini” di Santa Croce e, dopo averlo accarezzato, ha visto sfumare il sogno Serie D.
Infortunatosi al radio nel secondo tempo della semifinale contro il Tau Altopascio, Mattia Rizzato, portiere classe 1993, a giugno ha seguito dalla tribuna la pirotecnica finale playoff di Eccellenza tra Cascina e Fratres Perignano. Il dolore, prima fisico e poi sportivo. Un sogno di nome Serie D svanito in maniera beffarda e crudele e ritrovato. Tra i nuovi acquisti (rosa rinnovata) del neopromosso Cascina di mister Polzella, infatti, c’è proprio Rizzato. «Della finale ricordo prima di tutto il caldo e il gesso: purtroppo l’infortunio mi ha messo fuori dai giochi ed ero a soffrire in tribun – dice il portiere – il primo tempo era stato di marca Cascina, la ripresa a tinte Perignano. Qualcuno pensava che fosse fatta e a ragion veduta, per come stava andando la gara. Poi è successo di tutto, qualcosa che non ti aspetti mai: espulsione di Sciapi, punizione da 60 metri e carambola che porta al gol del pari. Ai supplementari l’altro gol è arrivato su autorete di uno dei migliori in campo poi. Una giornata segnata, è andato tutto storto nel finale».
Rizzato (che in carriera ha indossato anche le maglie di Pro Livorno Sorgenti e Atletico Piombino) saluta Perignano dopo tre stagioni e ritrova la D dopo sette anni: dal 2011 al 2014 ha difeso la porta del Camaiore: «Il rapporto con il Fratres si è interrotto, la società ha scelto di puntare sulle quote in porta. Quando mi è stato comunicato ho fatto fatica a trovare squadre in Eccellenza. Poi ho parlato con il ds Scaramuzzino, che conoscevo da anni, così come mister Polzella: col Cascina ci siamo incrociati più volte. Abbiamo trovato l’accordo e ho iniziato la preparazione: nella sfortuna di non essere confermato ho avuto la fortuna di andare a giocarmi le mie carte in D».
Il Perignano era il principale candidato alla promozione nel girone B, poi è arrivata la corazzata Livorno...: «Ho vissuto tre anni fantastici a Perignano. I rossoblù hanno rinforzato ulteriormente la squadra. Vero, sulla carta il Livorno è fuori categoria. Ma in Eccellenza il gruppo e l’amalgama possono fare la differenza. Il Perignano deve puntare a vincerle tutte».
Ora un nuovo capitolo a Cascina: «Ho trovato tanta umiltà e voglia di lavorare, c’è voluto poco per ritrovare un ambiente familiare e feeling». In porta c’è il ballottaggio con l’altro nuovo acquisto Matteo Biggeri (’96, ex Lucchese e Pontedera), titolare al debutto in Coppa Italia a Seravezza (ko 3-0): «A livello di allenamento è uno stimolo enorme. Negli ultimi anni ero abituato ad avere il posto da titolare quasi garantito. Questa è una situazione nuova, c’è competizione per il posto e c’è una Serie D da giocare: stimoli diversi, sono contento. Il mister era stato chiaro, mi aveva detto che avrei trovato un altro portiere non quota. Matteo è un ottimo portiere e non ho alcun problema, decide l’allenatore. L’unico obiettivo che mi pongo è dare il massimo».
Domani, intanto, c’è l’esordio in campionato sul campo del Follonica Gavorrano: «Un’ottima squadra, con blasone. Credo punti in alto, noi arriviamo con altri presupposti. L’Arezzo è la principale favorita nel girone E, attenzione anche alla Pianese e al San Donato Tavarnelle. Ci sono alcune trasferte lunghette, le squadre umbre e laziali le conosceremo meglio strada facendo: girone tosto». E il Cascina a cosa punta? «Mantenere la categoria. Fare più punti possibile il prima possibile, la nostra filosofia sarà quella di pensare partita per partita e giocarcela fino alla fine».
Alessandro Marone
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