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Un San Miniato Basso tutto nuovo più l’entusiasmo di Collacchioni

Alessandro Marone

L’ex difensore del Pisa sulla panchina dei giallorossi: in campionato  ritroverà Tavano (i due arrivarono insieme in nerazzurro dalla Fiorentina) 

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SAN MINIATO BASSO. È iniziata dal 18 agosto la preparazione del rinnovato San Miniato Basso. Una sorta di anno zero per i giallorossi, al via della stagione 2021/2022 con tante novità sia nella rosa che in panchina. Dopo undici anni si è chiusa l’era Luca Venturini e il nuovo allenatore è l’ex Fucecchio Lorenzo Collacchioni. Già difensore, classe 1980, da giocatore Collacchioni ha collezionato quasi 200 presenze in serie C e in carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Pistoiese (sei stagioni tra C e D), San Donato Tavarnelle, Olbia, Prato, Siena, Nocerina e Pisa. «Un nuovo percorso. Non conoscevo l’ambiente e i giocatori, e anche molti calciatori tra loro non si conoscono. Le squadre rinnovate necessitano di un periodo fisiologico per creare il gruppo, l’amalgama: cercheremo di accelerare i tempi», dice Collacchioni.

Da calciatore ha esordito tra i professionisti con la maglia del Pisa (stagione 1999/2000): «Il mio primo anno tra i “grandi”, riuscii anche a scendere in campo in diverse occasioni tra campionato e Coppa. Venivo dal settore giovanile della Fiorentina e mi sembrava di andare lontanissimo. Un anno formativo, bellissimi ricordi. Ho fatto parte di un gruppo di giocatori forti, la squadra era appena stata promossa dalla C2 e quell’anno arrivammo secondi: nei playoff siamo stati eliminati dal Brescello, ma abbiamo vinto la Coppa Italia. Una grande emozione giocare all’Arena, c’era tanto entusiasmo e la ricordo piena di gente. I tifosi si facevano sentire, ricordo che prima di un derby contro la Lucchese ci accompagnarono dall’albergo allo stadio».

Tra i suoi compagni di squadra in quell’anno a Pisa il bomber Ciccio Tavano, colpo del mercato estivo del Ponsacco. Quest’anno lo ritroverà da avversario nel girone B: «Abbiamo fatto il settore giovanile insieme a Firenze e quella a Pisa è stata la nostra prima esperienza tra i grandi. In seguito ci siamo ritrovati alla Rondinella. Sarà una sensazione strana rivedersi, sicuramente emozionante: lui farà la parte del giovane e io l’allenatore (ride). Sono pronto a farlo marcare stretto».

Tanti gli arrivi in casa San Miniato: i difensori Lecceti, Cela e Petri, il centrocampista Castellacci, in avanti Chiaramonti e Kthella e il ritorno di Mancini; per rinforzare il parco quote i millennial Tescione, Liberati, Gargini, Arapi e Ciravegna. «Sono soddisfatto. Con la società abbiamo cercato di individuare i profili giusti per ripartire in questo anno zero. Sono arrivati giocatori di categoria, con ambizione e potenzialità». Rosa rinnovata, tra le conferme quelle del portiere e capitano Battini e del centrocampista Nolè, vice: «Due giocatori storici, ci daranno una mano nel farci conoscere San Miniato e creare senso di appartenenza».

Domenica 19 settembre esordio sulla panchina giallorossa e debutto in Coppa Italia contro il Castelfiorentino: «Conosco benissimo il mister. Ghizzani (ex attaccante) è stato mio allenatore a San Donato e, oltretutto, indossava la maglia del Siena che vinse il campionato nella stagione 1999/2000, quando ero a Pisa. Il Castelfiorentino ha fatto tante amichevoli, una squadra quadrata, mix di giovani ed esperti: sarà un bel test».

Campionato di Eccellenza al via il 3 ottobre, un commento sul girone B: «Il più difficile, ci sono tante squadre attrezzate per far bene. L’aggiunta del Livorno? Piazza prestigiosa, siamo consapevoli che è una corazzata, ma siamo contenti che ci sia: una sfida affascinante, dà visibilità al girone. La presenza degli amaranto sarà uno stimolo in più, è chiaro che tutte le squadre cercheranno di non rendergli facili le cose».

E il San Miniato Basso? «Vogliamo fare bella figura – dice Collacchioni –. Dobbiamo pensare a migliorare giorno dopo giorno ed esprimere il massimo del nostro potenziale. Cosa saremo ancora non lo sappiamo, parlerà il campo. I risultati pesano e nulla è scontato: dovremo tirar fuori il massimo in ogni partita e cercare di far punti sin dalle prime giornate. Un obiettivo alla volta: acquisita la salvezza si punterà ad un traguardo più alto».

Alessandro Marone

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