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L’amarcord di Mattei con le figurine di Baggio, Dunga Borgonovo e tanti altri

Alessandro Marone
L’amarcord di Mattei con le figurine di Baggio, Dunga Borgonovo e tanti altri

L’attuale vice allenatore del Ponsacco ha ripercorso  la sua lunga carriera da giocatore tra ricordi ed emozioni 

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Alessandro Marone

PONSACCO. Luca Mattei apre il cassetto dei ricordi e…sfoglia l’album delle figurine in una simpatica video-intervista pubblicata sui canali social del Ponsacco.

Il vice-allenatore (i rossoblù di mister Livio Paci sono inseriti nel girone B di Eccellenza mostra la figurina e racconta aneddoti riguardanti otto protagonisti del mondo del calcio incontrati nel corso della carriera. Livornese classe ’64, ala destra, Mattei a cavallo tra gli anni ’80’ e ’90 ha collezionato oltre 300 presenze tra Serie A e B, mettendo a segno 7 reti nella massima serie. Dopo gli inizi nella Cerretese in C2, tre stagioni al Varese in B (dall’82 all’85) e tre in Serie A con il Como, poi Mattei passa alla Fiorentina (stagione 88/89), prima di indossare per quattro anni la maglia dell’Udinese. Nella prima parte della stagione 93/94 il passaggio al Pisa in Serie B: un’annata travagliata per Mattei (che è titolare e colleziona 13 presenze, poi si infortuna) e per i nerazzurri, che perdono ai rigori lo spareggio per non retrocedere contro l’Acireale e, poco dopo, vedono concretizzarsi l’ombra del fallimento. Il centrocampista disputa l’ultima stagione tra i professionisti con la maglia delle Vespe della Juve Stabia in C1, poi prosegue la carriera tra i dilettanti in Toscana.

La prima figurina che Mattei mostra è quella del difensore Pasquale Bruno: «Ho giocato con lui a Como tre anni in A e abbiamo sempre centrato l’obiettivo della salvezza. Un calciatore di carattere, un grande giocatore e un grande picchiatore, diciamolo. Gli scontri con Van Basten sono stati visti anche in tv. Ha avuto la fortuna di andare alla Juve e ha fatto un’ottima carriera». Poi si passa all’allenatore viareggino Eugenio Fascetti: «Il mio primo mister in B. Mi ha preso dalla Cerretese in C2. L’ho avuto solo un anno a Como, io poi sono rimasto altre due stagioni: devo ringraziarlo tanto». È la volta di Roberto Baggio, Pallone d’oro nel 1993. «Ci fu un periodo nel quale le tv dicevano che Baggio veniva picchiato dai giocatori. Io ero uno di quelli che, quando giocavo a Como, gli aveva fatto qualche entrata non bella. Quando sono andato a Firenze il primo giorno che ci siamo trovati in sala stampa mi ha detto: “abbracciamoci, altrimenti la stampa si diverte”. Io e Roberto siamo rimasti amici tutto il campionato, spesso in camera mi voleva con lui a dormire. Un grande giocatore, poco da dire. Forse qualche allenatore lo ha messo in disparte quando non doveva».

Alla Fiorentina Mattei è stato compagno di squadra anche di Carlos Caetano Bledorn Verri, capitano del Brasile Campione del Mondo ad Usa ’94 (decisivi i rigori nella finale contro l’Italia di Sacchi), per tutti Dunga (traduzione in portoghese di “Cucciolo”); nella stagione precedente (‘87/88) il centrocampista brasiliano aveva indossato la maglia nerazzurra del Pisa nella massima serie: «Lo chiamavano Cucciolo perché sembrava un canino buono, ma quando c’era da alzare la caviglia e il ginocchio su un avversario era il primo. Grande carattere e personalità, forse un po’ chiuso, ma sempre pronto ad aiutare i suoi compagni». Commovente il ricordo dell’attaccante Stefano Borgonovo, portato via dalla Sla nel 2013 a soli 49 anni. Mattei è stato compagno di squadra di Borgonovo prima nel Como, poi nella Fiorentina. «Nei tre anni a Como penso di avergli fatto fare tanti gol. Lui era un uomo d’area. Ci siamo ritrovati a Firenze e siamo riusciti ad arrivare in Coppa Uefa: abbiamo battuto la Roma nello spareggio, 1-0 con rete di Pruzzo. Stefano per me non è solo un compagno di squadra, ma un amico, un fratello. Abbiamo condiviso gioie e amarezze. Lo voglio ricordare e lo porto sempre con me».

La quinta figurina mostrata è quella del difensore argentino Nestor Sensini: «Venne ad Udine insieme a Balbo. Il primo anno non fece molto bene, forse era abituato al calcio argentino. Poi si è confermato un grande giocatore. Un ragazzo serissimo». Amore litigarello in viola con l’allenatore svedese Sven Goran Eriksson: «Mi ha voluto fortemente alla Fiorentina quando ero al Como. Ho avuto qualche diverbio con lui perché gli piacevo di più come terzino che come tornante. Forse se gli avessi dato retta un po’ di più in quella stagione avrei fatto una carriera miglior». Chiusura argentina con l’attaccante Abel Balbo: «Ogni anno diversi gol glieli facevo fare io: andavo sul fondo e mettevo palloni al centro. Balbo mi dovrebbe ringraziare, tutti i contratti che ha firmato sono anche merito mio».

Intanto si avvicina l’inizio della nuova stagione (il 19 settembre esordio in Coppa Italia contro il Cenaia, il 3 ottobre via al campionato): «Siamo in piena preparazione. Vedo ragazzi vogliosi. Campionato difficilissimo, si è aggiunto anche il Livorno e l’asticella si è alzata ulteriormente. Giocatori bravi li hanno gli altri, ma li abbiamo anche noi. Ponsacco merita categorie superiori. Ai tifosi dico che abbiamo bisogno di loro. Li ho visti molto caldi quando c’è stata la presentazione, la domenica è importante avere il pubblico che incita a vincere e lottare. Li aspettiamo allo stadio».

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