La protesta
Non arriva l’ultima soddisfazione dalle Paralimpiadi
Le pisane del sitting volley escono di scena dopo il ko col Brasile, le medaglie firmate Morganti restano il momento più alto
Andrea Chiavacci
PISA. L'Italia del sitting volley esce dalla zona medaglie alle paralimpiadi di Tokyo dopo la sconfitta per 3-1 con il Brasile. Delusione quindi per le tre pisane Eva Ceccatelli, Giulia Bellandi e Sara Cirelli e per la livornese Giulia Aringhieri che, come le altre tre compagne, fa parte del Pisa Dream Volley campione d'Italia in carica.
Le azzurre vincono il primo set per 25-23 e tornano a sperare nella qualificazione ma poi devono arrendersi alla maggiore esperienza delle brasiliane. La formazione verdeoro ha preso in mano le redini dell'incontro e si è imposta nettamente nel secondo e terzo set per 25-17 e 25-16. Nel quarto parziale il Brasile prende di nuovo il largo ma le azzurre costruiscono dei buoni break e tornano a farsi sotto nel finale. Le brasiliane però resistono e chiudono l'incontro sul 3-1 grazie a un parziale vinto 25-21.
Le azzurre restano a Tokyo per giocarsi la finale per il quinto e sesto posto. L'obiettivo era quello di giocarsi fino all'ultimo il podio ma il 3-1 di domenica mattina subito dal Canada ha compromesso il cammino costringendo le ragazze allenate da Amauri Ribeiro a dover battere il Brasile 3-0 o 3-1 per sperare di andare avanti. Inoltre il Canada ha battuto le padroni di casa 3-0 del Giappone accedendo così in semifinale assieme alle sudamericane.
Resta pur sempre la prima esperienza paralimpica per questo sport di recente formazione in Italia. Da domani si inizia a lavorare per Parigi 2024 che non è poi troppo lontana. A Tokyo le soddisfazioni maggiori sono arrivate dalla pisana d'adozione Sara Morganti (è nata a Barga ma vive a Pisa da molti anni) che ha conquistato due bronzi nel paradressage e nel freestyle assieme al suo cavallo Royal delight. Si tratta delle prime due storiche medaglie azzurre per l'equitazione alle paralimpiadi. La Morganti, due ori mondiali nel 2018, si prende così la rivincita dopo il quarto posto di Londra 2012 e la squalifica di Royal delight a Rio 2016 . La cavalla, che accompagna da anni la Morganti nelle competizioni internazionali, non aveva superato le visite mediche alla vigilia delle gare a cinque cerchi.
Pisa sugli scudi anche grazie al commissario tecnico della scherma paralimpica Simone Vanni, portacolori dell'Us Pisascherma. Una spedizione non straordinaria ma comunque salvata dall'oro di Bebe Vio nel fioretto individuale e dall'argento nel fioretto femminile a squadre. Dove la portabandiera azzurra è stata assoluta protagonista.
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