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Sara Morganti, la medaglia della resilienza Bronzo a Tokyo: ha vinto la sua tenacia

Luca Tronchetti
Sara Morganti, la medaglia della resilienza Bronzo a Tokyo: ha vinto la sua tenacia

L’atleta si allena al centro equestre Le Brune di Pisa, la gioia del marito Stefano Meoli: «È stata fantastica»

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Luca Tronchetti

BARGA. La medaglia della resilienza. Un bronzo ai Giochi paralimpici di Tokyo – quello conquistato da Sara Morganti, 45 anni, nata a Castelnuovo, vissuta a lungo a Barga, residente a Cerasomma e che si addestra alleno al centro equestre Le Brune di Coltano a Pisa – che vale come una medaglia d’oro per la campionessa del mondo d’equitazione nella disciplina del paradressage, la più alta espressione dell’addestramento del cavallo montato.

La forte emozione e la paura di fallire ancora una volta il podio dopo la medaglia di legno (quarto posto) a Londra nel 2012 e l’ingiustizia subita a Rio de Janeiro nel 2016 (la sua cavalla, Royal Delight, non superò l'ispezione veterinaria organizzata qualche ora prima della gara dalla commissione dei Giochi olimpici) hanno pesato, e non poco, sulla sua performance.

L’oro è andato alla statunitense Roxanne Trunnell che montava Dolton con un punteggio totale di 81.464 mentre l’argento è andato alla lituana Rihard Snikus con il cavallo The King of the Dance che si è fermata a 80,179. Ma sul terzo posto non c’è mai stata incertezza sin dalle prime battute e la portacolori azzurra ha tenuto a debita distanza la norvegese Jens Lasse Dokkan che è giunta quarta a un punto della campionessa della Lucchesia.

Palpabile la commozione di Sara Morganti al termine della prova di paradressage. Il marito Stefano Meoli raggiunto al telefono racconta l’emozione vissuta dalla pluricampionessa: «Sara è stata fantastica e Royal Delight magnifica. – dice il coniuge che l’ha seguita nella trasferta in terra nipponica – Un’emozione indescrivibile per un binomio che in otto anni ha portato tante medaglie e tante gioie. Mancava proprio il timbro paralimpico ed è arrivato a suggellare una carriera straordinaria». Una medaglia che la stessa Sara Morganti definisce la «medaglia della resilienza». Come conferma il compagno Stefano Meoli: «Per come è stata conquistata e per la storia sportiva di Sara che con tenacia e senza arrendersi mai ha voluto fortemente questo podio. Questo bronzo a Tokyo 2020 è una conferma dello sport di vertice di Sara e Royal Delight cominciato dal 2013 con i campionati Europei di Herning in Danimarca».

Ma il momento ancora più toccante è stato quello della premiazione con accanto il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli, e i migliori atleti della spedizioni azzurra.

«È favoloso condividere la medaglia con tutti quelli che hanno creduto nella mia squadra e con l’Italia intera – dice l’atleta lucchese, tra l’altro vessillo del Panathlon Lucca –.

Sono venuti ad abbracciarmi il presidente Pancalli e la sottosegretaria alla presidenza del consiglio, Valentina Vezzali. Una gioia e una felicità immensa. Non riesco ancora a crederci».

Arturo Guidi, il past president del Panathlon Lucca, molto legato a Sara Morganti e a Stefano Meoli, è convinto che l’amazzone possa conquistare un’altra medaglia di altro peso e altro valore: «Ho parlato con Stefano al telefono. La pressione ha giocato un brutto scherzo a Sara che non ha disputato la miglior prova della sua carriera. Ma sono certo che lunedì mattina nella gara di freestyle (stile libero) conquisterà il gradino più alto del podio».

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