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Il pisano Carrara resta sul tetto del mondo

Andrea Chiavacci
Il pisano Carrara resta sul tetto del mondo

Ha difeso con successo il titolo iridato Muay Thai in Sicilia «Avevo sognato proprio un incontro di questo tipo»

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Andrea Chiavacci

PISA. Enrico Carrara dopo aver difeso con successo il titolo mondiale Lion fight di Muay Thai dei pesi massimi leggeri, primo italiano a riuscire in questa impresa, sogna di tornare presto a combattere nella sua Pisa. Magari proprio una gara per il titolo mondiale. Anche se non c'è ancora nulla di ufficiale.

Carrara pochi giorni fa ha mantenuto la cintura iridata battendo in Sicilia a Rosolini, provincia di Siracusa, l'ungherese Patrick Vidakovics per ko al secondo round. Quello vinto da Carrara è stato un combattimento molto intenso disputato con le regole della Muay Thai full rules, nella quale si possono usare pugni, calci, gomiti, ginocchia, e corpo a corpo. Era il match clou di una serata organizzata dalla top promotion americana Lion Fight per la quale Carrara è attualmente sotto contratto. Il 28enne pisano ci svela qualche retroscena della sua ultima vittoria: «Nella prima ripresa contro l'ungherese non sono partito forte come al solito ma ho cercato di mantenere un atteggiamento più attendista anche perché di solito in Europa si combatte su tre e non su cinque riprese. Avevo sognato veramente una cosa del genere alla vigilia. In questo periodo sto facendo anche il mental coach e do molta importanza ai sogni. Mi aiutano anche nei match».

Enrico ha una laurea triennale in psicologia clinica e una specialistica in psicologia dei gruppi e delle relazioni sociali. A settembre terminerà l'anno e mezzo di tirocinio obbligatorio e potrà praticare la professione di psicologo. «Nel mio lavoro non basta solo il semplice colloquio. Credo molto anche in pratiche orientali come l'agopuntura. Per quanto riguarda il Muay Thai (che sta per arte della Thailandia, nda) viene spetto legato alla violenza, al sangue ma non è così. Questo è uno sport dove l'intelligenza tattica conta moltissimo a dispetto di qualche stereotipo».

Non manca il tempo per allenamenti continui in palestra con il gruppo della Kurosaki Dojo con l'amico Matteo Riccetti, atleta di primo piano nella Mma. Il primo pensiero di Carrara dopo l'ultima fatica vittoriosa è per il suo allenatore Simone Benedettini: «Ormai sono 5 anni che è il mio maestro e ho combattuto più di 60 match con lui all'angolo e ogni volta sono grato della passione e dei sacrifici che fa. Senza non saremmo dove siamo. Glielo dico sempre».

Una passione, la sua, nata quasi per caso: «Fino a 17 anni giocavo a calcio, poi mi sono fatto male e ho iniziato a seguire dei corsi di arti marziali da Fragale. Dopo un anno e mezzo però sono passato alla palestra di Stefano Giannessi dove ho iniziato a praticare Muay Thai».

Oltre al mondiale Enrico vanta tra i suoi tanti successi anche un bronzo europeo Parigi e uno mondiale a Cancun. «Combattere in Giappone e soprattutto in Thailandia, dove sono stato due volte, regala sempre grandi emozioni. Un'altra grande soddisfazione è stata combattere a Las Vegas in un ring al centro della strada dei casinò».

Prima di ogni incontro non manca mai una maschera particolare. «Sono un grande appassionato dei film horror e l'idea di indossare una maschera legata a questo genere mi è venuta fin dai tempi in cui mi allenava Giannessi. E ho voluto mantenere la tradizione. Sono partito con la maschera di Jason della serie “Venerdì 13”, poi ho indossato anche Nightmare fino all'ultima ispirata a The Purge".

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