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Serie C 

I tifosi di Pontedera insistono: no al Montevarchi al Mannucci

Pietro Mattonai
I tifosi di Pontedera insistono: no al Montevarchi al Mannucci

Un duro comunicato nei confronti della società: «Non si può pensare soltanto al guadagno e ospitare una tifoseria ostile alla città e agli ultras»

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Pontedera. Lo striscione appeso la scorsa settimana ai cancelli del “Mannucci” aveva messo nero su bianco il malumore dei tifosi del Pontedera riguardo alla condivisione dello stadio con l’Aquila Montevarchi. Un dissenso espresso in maniera colorita, certo, ma che fino a quel momento era apparentemente rimasto nella logica del tifo e della rivalità calcistica. In più, il rinnovo di capitan Andrea Caponi, arrivato un paio di giorni fa, sembrava poter rapidamente riportare il sereno. Ma la conferma della coabitazione tra le due squadre al “Mannucci” almeno fino a novembre, arrivata dalla stessa società rossoblù e dalla sindaca di Montevarchi, Silvia Chiassai, ha riportato a galla la questione

. E i tifosi della Gradinata Nord, che si sono ritrovati anche alla festa del gruppo della Vecchia Guardia alla Bellaria, esponendo striscioni per Carlo Barsotti e per Marco Poggetti, hanno espresso ancora una volta la propria posizione con un duro comunicato.

IL COMUNICATO

«Abbiamo visto i nostri posti all’interno dello stadio venduti ai tifosi avversari. Per staccare più biglietti e fare soldi. Abbiamo visto Tuttocuoio e Prato giocare al Comunale “in affitto”. Per fare soldi. Abbiamo visto il Pontedera quarto in classifica rinunciare agli spareggi per la Serie B. Per risparmiare soldi. Ci sembra chiaro quale sia l’unico e reale obiettivo della società. Il guadagno. Ma ora basta». Comincia così il comunicato della Gradinata Nord, che si esprime con toni molto accesi sulla questione stadio, sottolineando ancora una volta la contrarietà dei tifosi alla condivisione dell’impianto con il Montevarchi. «La Gradinata Nord Pontedera non accetta in alcun modo l’arrivo del Montevarchi – si legge nel comunicato - se non hanno uno stadio a norma per la Serie C è un problema loro: a Pontedera non sono i benvenuti e non lo saranno mai». Insomma, dopo lo striscione, la posizione del tifo organizzato è chiara. «L’Ettore Mannucci non è un motel dove ognuno si ferma per fare i propri comodi, anche a costo di ospitare una tifoseria ostile alla città e al movimento ultras pontaderese – continua – e la nostra voce deve essere ascoltata: se la società non capisce, troveremo il modo di farci intendere».

LA PROTESTA

Un fulmine forse non troppo a ciel sereno che, dopo l’entusiasmante stagione appena conclusa e il supporto costante dei tifosi nonostante un campionato a porte chiuse, crea un altro momento di flessione nei rapporti con la società. «Chi tradisce la nostra fiducia, tradisce il popolo granata – prosegue il comunicato – il tempo delle pacche sulle spalle è finito: il Montevarchi non deve giocare a Pontedera, il rispetto per i tifosi viene prima dei bonifici». Tanto che i tifosi paventano la possibilità di non presentarsi in gradinata a sostenere la squadra. «Daremo il nostro sostegno alla squadra dall’esterno dello stadio non saremo presenti in gradinata fino a quando l’Ettore Mannucci tornerà a essere la casa dei pontaderesi». — Pietro Mattonai

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