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Bongiorni, la staffettista pisana: obiettivo, record italiano e ingresso in finale

Andrea Chiavacci
Bongiorni, la staffettista pisana: obiettivo, record italiano e ingresso in finale

Arriva all’appuntamento forte del titolo italiano sui 100. «Lo aspettavo, l’ho festeggiato con un pianto liberatorio»

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PISA. Un titolo sui 100 metri che serve per blindare un posto da titolare nella staffetta 4x100 alle Olimpiadi di Tokyo. La 27enne Anna Bongiorni sogna di far meglio del padre Giovanni, arrivato quarto nella 4x100 a Los Angeles 1984 con il grande Pietro Mennea, Stefano Tilli e Antonio Ullo, ma sarebbe già contenta di conquistare la finale a cinque cerchi dopo un percorso lungo e non privo di ostacoli. Anna intanto si presenterà a Tokyo con un bel titolo italiano.

«Era tanto che aspettavo il titolo italiano all'aperto – racconta la Bongiorni –. È stato bello festeggiare con un pianto liberatorio. Di solito arrivavo agli assoluti dopo qualche infortunio e la mancata vittoria dello scorso anno fu una grande delusione perché mi presentavo agli assoluti con il miglior tempo stagionale».

Ci racconta la finale dei 100 metri?

«È stata una bella vittoria perché la concorrenza con le mie compagne di staffetta è molto agguerrita. Il tempo di 11"27, tra l'altro con vento contro, mi è servito per migliorare di tre centesimi il mio personale. È il quinto miglior risultato di un'italiana sui 100 ed è motivo di grande orgoglio».

Poi è arrivata anche una grande prova sui 200 metri dove è giunta seconda, troppo forte la Kaddari?

«Dalia è una specialista ma comunque mi aspettavo di fare il personale perché è una gara che mi piace molto. A causa di una stagione molto corta mi sono focalizzata sui 100 in chiave olimpica».

Il percorso di avvicinamento a Tokyo non è stato semplice...

«Lo scorso anno è stato molto duro e il rinvio è stata una brutta botta da gestire visto che come staffetta eravamo già qualificati grazie alla grande prova in finale a Doha ai mondiali 2019, dove per me si era chiusa una stagione difficile nella quale mi ero infortunata alla schiena».

Poi ci si è messo di mezzo il destino.

«Esatto. Record italiano e pass olimpico, sembrava un sogno e invece è arrivato lo stop. Per me sarebbe stata la prima olimpiade visto che, con la qualificazione in tasca, ci avevano beffato anche a Rio 2016. Perdere un anno non è stato semplice anche perché nel 2020 sono andata molto forte e purtroppo quelle gare non sono state conteggiate per le qualifica olimpica sui cento metri».

Come vi avvicinate a Tokyo 2020?

«Non c'è ancora la lista dei convocati, comunque dovremmo trovarci a Roma o a Formia tra il 12 e il 18 luglio per provare i cambi. L'attesa è lunga perché le batterie della staffetta sono previste per il 5 agosto e l'eventuale finale il giorno dopo».

Le favorite nella 4x100?

«Le solite note. Gli Usa, la Gran Bretagna, ma anche Svizzera e Germania. Il nostro obiettivo è cercare di fare come a Doha: record italiano e ingresso in finale».

Lei è una di quelle sportive che ha saputo conciliare sport e studio, come ha portato avanti le due cose?

«Mi sono laureata in medicina e devo dire che è stato fondamentale abbinare le due cose. Mi alleno da anni con il centro sportivo carabinieri e ho la fortuna di non dover stare sul campo per tutta la giornata e il tempo per studiare si trova. Lo studio mi serviva per staccare dalla pista e la pista mi serviva per ricaricarmi dopo gli esami».

Suo padre le ha dato qualche consiglio particolare per Tokyo?

«Mio padre è anche il mio allenatore quindi il rapporto con lui è quotidiano. Credo che anche lui ha visto i progressi che ho fatto in questi anni, soprattutto con i risultati ottenuti ai due mondiali, e non credo mi dirà qualcosa di particolare. Probabilmente solo di viverla con spensieratezza e dare il meglio per migliorarmi ancora». —

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