Italia
«Sarà un torneo duro ma siamo ambiziosi e puntiamo a vincerlo»
Lo spadista appassionato di magia non si nasconde «Mi sono preparato coi consigli di Antonio Di Ciolo»
PISA. Se Martina Batini è una delle punte di diamante del fioretto azzurro, Gabriele Cimini ambisce a una medaglia nella spada a squadre. Si gioca tutto in un giorno, il 30 luglio, visto che non si è qualificato per l'individuale.
L'atleta dell'esercito e del Club Scherma Pisa Antonio Di Ciolo (lo stesso di Martina Batini), allenato attualmente da Enrico Di Ciolo e Simone Piccini, è al momento l'unico pisano, in campo maschile, qualificato a Tokyo 2020. Cimini nel 2015 ha conquistato un bronzo a squadre ai giochi olimpici europei di Baku e il titolo europeo Under 23 nell'individuale. Vanta anche un bronzo a squadre agli europei 2018. A febbraio del 2020, prima dell’inizio della pandemia, ottiene il pass olimpico insieme ai compagni Andrea Santarelli, Davide Di Veroli, Enrico Garozzo e Marco Fichera. Con loro ha vinto anche l'unica gara di Coppa del mondo di questo 2021, tenutasi il 23 marzo scorso a Kazan. «Non è stato facile avvicinarsi con una gara sola alle olimpiadi e con continui rinvii – racconta – la squadra comunque la vedo concentrata. Esserci qualificati prima del lockdown e aver vinto l'unica gara di Coppa del Mondo aumenta l'autostima».
Ma al campionato italiano di poche settimane fa c'è stato un brivido...
«Mi sono ritirato per un dolore alla gamba, niente di grave. Ho già recuperato e ringrazio lo staff dello Sport village per esser stato al mio fianco».
Qual è il vostro obiettivo per Tokyo?
«Abbiamo grandi ambizioni. Vogliamo vincere. Sappiamo che se troviamo la giornata giusta ce la possiamo giocare alla pari con tutti».
Che competizione vi aspetta?
«È un torneo a otto squadre e il livello altissimo. Per arrivare a Tokyo devi essere al top, basta pensare che è rimasta a casa una Nazionale forte e con tradizione come l'Ungheria».
Gli avversari da battere?
«La Francia sulla carta è la più forte ma non è impossibile batterla. Ma il sorteggio ci ha messo subito di fronte a una squadra fortissima come quella del comitato degli atleti russi. Se battiamo loro troveremo la vincente di Cina-Ucraina in semifinale».
Che differenze ci sono tra un individuale e una gara a squadre?
«Enormi. La strategia diventa ancora più importante. Ti senti addosso anche una responsabilità maggiore. La spada non è una cosa matematica ma il tempo che passiamo a studiare schemi e vecchi assalti degli avversari è davvero tanto. Poi la differenza secondo me la farà l'aspetto psicologico. È una variante decisiva nelle gare di un solo giorno».
Che ricordi ha di Antonio Di Ciolo?
«Per me è stato un secondo padre. Era uno che parlava poco ma ti diceva tutto anche con uno sguardo. Un vero genio. Per me resta immortale, lo vedo ancora nell'angolo della palestra che ci "cazzia". A Tokyo è come se fosse in pedana con me».
Un consiglio che si porterà dietro del maestro?
«Nel 2017 mi consigliò di cambiare il metodo con cui affrontavo gli assalti. E oggi mi sono preparato alle olimpiadi proprio con quella impostazione».
Salvatore Sanzo di recente ha detto che bisogna migliorare le strutture e puntare molto sullo sport nelle scuole. Potrebbe essere la strada giusta?
«Condivido le parole di Sanzo. Da studente di scienze motorie(prenderà la laurea il prossimo ottobre, ndr) sono convinto che lo sport non è un passatempo ma è fondamentale».
È sempre appassionato di magia?
«Più che altro un passatempo ma è un mondo che mi affascina da sempre. Vedo delle analogie tra le scherma e la magia. Una su tutte è quella di dirigere l'attenzione di chi ti sta davanti». —
A.C.
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