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Nella finale dalle mille emozioni Chiaramonti ne ha avute di più

Alessandro Marone
Nella finale dalle mille emozioni Chiaramonti ne ha avute di più

La promozione in Serie D, il gol dal dischetto ma anche il matrimonio del padre «Pallone pesante ma sentivo di dover segnare: è un gol con una dedica speciale»

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Alessandro Marone

CASCINA. Una giornata da incorniciare, una finale adrenalinica, il sogno promozione che sembrava essere svanito e, poco dopo, è diventato realtà. C’è anche la firma di Niccolò Chiaramonti nella vittoria del Cascina per 3-2 contro il Fratres Perignano ai tempi supplementari nella finale playoff di Eccellenza.

Alla mezz’ora l’attaccante ha sbloccato il match e ha firmato, dal dischetto, il vantaggio nerazzurro. Quinta rete in campionato per Chiaramonti, la prima dagli undici metri e, senza dubbio, la più pesante. Ma non bastava la girandola di emozioni della finale, sabato scorso è stata una giornata a dir poco emotivamente intensa per l’attaccante. «Il rigore è stato uno degli episodi-chiave del match. Quel pallone pesava tanto, ma mi sono presentato dal dischetto carico – spiega Chiaramonti – è stata una giornata particolare, la mattina si è sposato mio padre, dopo la cerimonia sono corso al campo per giocare la finale. Sentivo di dover segnare, un gol con dedica speciale».

Una finalissima nel segno di un’altalena di emozioni: «Fino al primo tempo pensavo che si potesse portare in fondo e, addirittura, raddoppiare. Avevamo già visto in campionato che il Perignano quando va sotto riesce a riprenderla e nella ripresa sono andati in vantaggio grazie alla doppietta di Sciapi, un attaccante fuori categoria, ad uno così puoi solo fare i complimenti».

Cascina sotto 2-1 al 94’, quali pensieri frullavano nella mente? «Al 90’ iniziava a farsi largo l’idea che fosse finita. Loro avevano avuto diverse occasioni per chiuderla. Poi c’è stata l’espulsione di Sciapi nei secondi finali e ho pensato: “se facciamo gol ora vinciamo noi”. La fortuna ha girato dalla nostra parte. La rete ci ha dato una carica incredibile, ci ha resuscitati. Per il Perignano è stata una batosta, si sono ritrovati a giocare i supplementari in 10. Quando è arrivato il 3-2 la partita è finita. Comunque faccio i complimenti ai rossoblù, hanno disputato un gran campionato e credo che in finale siano arrivate le squadre che lo meritavano».

Il punto di forza del Cascina e una progressiva consapevolezza: «La differenza l’ha fatta il gruppo. Quando siamo ripartiti l’idea era quella di fare il meglio possibile. Poi vedi che non perdi, che non prendi gol, che metti tutti in difficoltà. Con il passare delle giornate abbiamo preso consapevolezza della nostra forza e abbiamo provato ad alzare l’asticella. Ci siamo giocati le nostre carte e siamo stati premiati, promozione meritata». —

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di Redazione web