Gioco
Borgia: la nostra forza? Il gruppo Frati: ho fatto di tutto per entrare
CASCINA. È ancora negli occhi degli sportivi la finalissima al cardiopalma tra Cascina e Fratres Perignano. A pochi secondi dal fischio finale il Perignano era avanti 2-1 grazie alla doppietta del bomber Sciapi (16 reti in 10 partite: impressionante) e accarezzava la serie D. “Talvolta nella vita le cose cambiano nel tempo di un sospiro”, recita una frase del libro L’Alchimista di Paulo Coelho. “Sliding doors”, volendo fare un riferimento cinematografico. Tap-in di Olivotto al 95’, 2-2 e i rossoblù si sono ritrovati a giocare i tempi supplementari in 10, senza Sciapi. Al 109’ è arrivato, su autorete, il 3-2 per il Cascina.
«Di solito le gare con una posta in palio così alta sono contratte, invece credo che sia stata la finale che tutti gli spettatori avrebbero voluto vedere, piena di emozioni sin da subito e sotto tutti gli aspetti», dice il terzino Matteo Borgia. «È stata veramente tosta. Siamo andati in vantaggio, ci siamo ritrovati sotto, l’abbiamo pareggiata all’ultimo e ribaltata ai supplementari: una gioia immensa. In pochi secondi è cambiato tutto, si è ribaltata la situazione: dovevamo vincere, loro erano in 10, ci siamo riversati in avanti ed è andata bene. Onore al Perignano, non è stata affatto una partita semplice e credo che si siano giocate la promozione le due squadre che hanno meritato di più, anche visto il piazzamento in classifica. La nostra forza? La compattezza, il gruppo ha fatto la differenza. Abbiamo eliminato due favorite come Massese e Perignano, promozione meritata».
Grande protagonista del campionato dei nerazzurri e autore di 6 reti (compresa quella al Tuttocuoio, ritiratosi dal torneo), tornato a Cascina a pochi giorni dall’esordio (2-0 al Ponsacco il 18 aprile e debutto con gol nel giorno del compleanno), l’attaccante Matteo Frati era uscito per infortunio nel primo tempo della semifinale con la Massese: sabato al “Masini” è entrato in campo a metà ripresa, sull’1-1: «Ho fatto di tutto per essere in campo, anche se non dovevo: mi sono stirato ed ero praticamente zoppo. Mi avevano detto che avrei potuto giocare al massimo venti minuti, avevo dolore e ho stretto i denti per cercare di dare il mio contributo: era la finale», spiega Frati. «La partita si era messa male, ma la fortuna alla fine ha girato a nostro favore. Sono stato fermo 8 mesi, non ero al top, ma mi hanno convinto a ricominciare a giocare: coronare il ritorno in campo con la promozione è bellissimo, una grande emozione». —
Alessandro Marone
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