Il Tirreno

Pontedera

calcio: serie c 

Dai playoff un motivo in più per applaudire il Pontedera

Pietro Mattonai
Dai playoff un motivo in più per applaudire il Pontedera

Manuel Caponi sottolinea le imprese compiute finora dall’Albinoleffe e non solo «Dimostrano che Maraia e i suoi ragazzi hanno disputato una grande stagione»

2 MINUTI DI LETTURA





Pietro Mattonai

PONTEDERA. Il Pontedera ai playoff è uscito al primo turno, d’accordo. Ma a vedere dov’è arrivato l’Albinoleffe, che ha eliminato la squadra di mister Ivan Maraia soltanto grazie al miglior piazzamento in classifica, in casa granata un po’ di rammarico c’è.

Rammarico positivo, sia ben chiaro: la stagione del Pontedera è stata tra le migliori degli ultimi anni e soltanto la sfortuna, con due legni colpiti da Magrassi e Caponi, non ha permesso ai granata di andare avanti negli spareggi. L’orgoglio, dunque, rimane intatto. Soprattutto perché nel tabellone delle semifinali che si disputeranno domani, due squadre su quattro arrivano dal girone del Pontedera. Spesso, a inizio stagione, il mantra è questo: i gironi del centro-nord hanno un paio di favorite, ma il vero divertimento è al sud, dove tante squadre di alto lignaggio si contendono la posta in palio. Raggruppamento tecnicamente più elevato e spettacolare quello che racchiude le squadre da Roma a Palermo, dunque. Anche se, i numeri, dicono altro. «Girone A uguale più giovani uguale scarsa competitività? Assunto obsoleto ed errato – ha scritto sui social Alessandro Marino, presidente dell’Olbia, dopo l’exploit di Alessandria e Albinoleffe – oggi possiamo ribadirlo: è una supposizione sbagliata e i risultati dei playoff parlano chiaro».

Una lettura condivisa in parte anche da Manuel Caponi, bandiera del Pontedera e oggi allenatore degli Allievi nazionali granata. «C’è un po’ di rammarico, contro l’Albinoleffe è stata una partita ben giocata, quasi a senso unico negli ultimi minuti – dice – ma vedere adesso l’Albinoleffe in semifinale rende ancor più merito al Pontedera per la grande stagione disputata».

E non solo i seriani, ma anche l’Alessandria e il Renate, che ha sfiorato la clamorosa impresa col Padova. «I numeri parlano chiaro – continua – il girone A è molto competitivo, anche a livello tecnico».

Rammarico a parte, resta la bella annata dei granata. «La salvezza è arrivata molto presto, la squadra ha espresso un buon calcio e ha giocato a viso aperto con chiunque – commenta Caponi – è stato fatto un grande lavoro da parte di tutti, a partire dai giocatori un po’ più anziani a quelli più giovani, che si sono integrati subito rendendo al massimo». Una menzione speciale, poi, va anche al collega Maraia e al direttore Giovannini. «Sono stati entrambi molto bravi, hanno costruito un’ottima squadra – prosegue – quando si raggiungono questi risultati, il merito va a tutto il gruppo».

Una stagione, insomma, che va ricordata. «Non è mai scontato arrivare ai playoff, soprattutto in un’annata resa così complicata dal Covid – conclude – anche io, allenando i più giovani, ho dovuto farci i conti e non è affatto semplice: il Pontedera ha fatto qualcosa di grande». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca