Lutto
Ecco Volterrani, l’artigiano del gol che si è ritrovato con il Ponsacco
PONSACCO. Venti secondi per lasciare la firma sul match. Tanti sono bastati a Matteo Volterrani, attaccante di Montecastello (frazione di Pontedera) classe 1988 da poche settimane in forza al Ponsacco. Un impatto notevole sulla partita, un gol-lampo e da record per Volterrani, entrato in campo al 75’ al “Masini” di Santa Croce e, pochi istanti dopo, autore dell’1-1 contro la Cuoiopelli nel match valido per la 6ª giornata (i rossoblù domenica hanno osservato il turno di riposo).
Una zampata vincente su assist di Claudio Coralli (ex, tra le altre, Empoli e Cittadella con quasi 150 gol tra B e C nel curriculum) per spingere in rete il primo pallone toccato. Il gol più rapido messo a segno da un attaccante che ha sempre avuto un buon feeling con la porta e di reti ne ha segnate a raffica. Le prime presenze tra i “grandi” e i prime gol in D e in Eccellenza intorno ai vent’anni con le maglie di Cascina e Montecalvoli. Poi, per motivi lavorativi, Matteo scende di categoria e milita in Prima e Seconda.
Nelle ultime tre stagioni indossa la maglia del Treggiaia (Seconda Categoria) e, nel 2018/2019, vince il Trofeo Goleador, premio organizzato dal Tirreno e da Radio Bruno, con la bellezza di 23 gol.
Poco prima della ripresa dell’Eccellenza (i campionati dalla Promozione in giù sono fermi da fine ottobre) arriva la chiamata del Ponsacco: «Ho scelto di giocarmi questo gettone, una parentesi – spiega Volterrani – il Treggiaia mi ha dato la possibilità di approdare in rossoblù e rimettermi in gioco, torno in Eccellenza dopo 12 anni».
Primo gol per lui, il secondo per il Ponsacco, ancora alla ricerca della prima vittoria stagionale: «Sarei stato ancora più contento se fosse servito per portare a casa i tre punti. Mi sarebbe piaciuto vivere una stagione completa, magari sarebbe andata diversamente. Sono arrivato in punta di piedi e mi sono inserito nel gruppo: tribuna, poi spezzoni di partite, una gara da titolare e il gol appena entrato in campo. Una sorta di piccola scalata». Un ragazzone alto 1,90 che non ama i riflettori, si ispira ad Ibrahimovic («ammiro il suo modo di giocare e la sua rabbia, ma non posso paragonarmi a lui», dice ridendo) e per il pallone è disposto a fare sacrifici: «Sono operaio in un’azienda che lavora il legno: stacco la sera, mangio al volo e vado ad allenarmi. Fisicamente reggo», conclude Volterrani, l’artigiano del gol. —
A.M.
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