Gioco
Una vita sul campo e ora la panchina: l’emozione di Falivena, tecnico non per caso
In Cuoiopelli-Ponsacco ha sostituito lo squalificato Marselli «Un mondo nuovo, come tornare a quando avevo 18 anni»
Alessandro Marone
SANTA CROCE. Era arrivato in estate per rinforzare il reparto arretrato e alzare il tasso tecnico e di esperienza di una rosa molto giovane, ma domenica scorsa ha esordito in panchina, vista la squalifica del mister biancorosso Davide Marselli. Oltre 200 presenze tra i professionisti con le maglie di Tuttocuoio (sei stagioni in neroverde, quattro in Lega Pro e con la fascia da capitano al braccio), Pistoiese, Vibonese, Castelnuovo e Carrarese; quasi 400 le presenze in carriera per Roberto Falivena, difensore centrale classe 1986 che ha giocato anche nel Pontedera e, nelle ultime stagioni, ha militato in Eccellenza nel Montecatini. Poteva essere un debutto nel segno dei tre punti e la prima vittoria in campionato: 1-1 al “Libero Masini” di Santa Croce tra Cuoiopelli e Ponsacco, ad un quarto d’ora dalla fine il neo-entrato Volterrani ha risposto al vantaggio biancorosso griffato da capitan Pirone nella prima frazione. «Ero emozionato, sono sincero – racconta Falivena – prima volta in panchina, è stato come tornare a quando avevo 18 anni».
Cresciuto nel settore giovanile della Fiorentina e capitano della Primavera viola, Falivena torna sulla partita e la prima vittoria biancorossa sfumata nel finale: «Lasciamo stare, ero contentissimo (ride, nda). Si sono viste buone cose. Nella parte finale siamo un po’ calati, il Ponsacco è una squadra molto esperta. Abbiamo finito con sei quote, come è giusto che sia: la società vuole valorizzare i giovani, farli crescere e vedere se sono pronti per reggere la categoria l’anno prossimo».
Un altro ruolo in biancorosso e l’inizio di un nuovo capitolo: «È stata una decisione maturata durante lo stop a causa del Covid. A settembre avevo iniziato la stagione da calciatore, poi ci siamo fermati per diversi mesi. Da poco sono diventato papà di una bambina, ho valutato anche motivi lavorativi (la famiglia gestisce tre pizzerie, nda) e, in accordo col club, ho deciso di smettere. Questo campionato non prevede retrocessioni, la società ha deciso di puntare sui giovani e mi ha proposto di dare una mano a mister Marselli come allenatore in seconda».
Sul passaggio dal campo alla panchina: «Un mondo nuovo, bellissimo. Mi sono appassionato e mi piacciono le sfide. Fare l’allenatore non è per nulla semplice, anche se hai giocato tanti anni. Cerco di seguire questa strada, con calma e con passione. Vedremo dove mi porteranno le capacità». Falivena sarà in panchina anche nelle prossime due gare (entrambe al “Masini”) contro Camaiore e San Miniato Basso (ultima di campionato). «Mi tocca – conclude, sorridendo – sono contento ma mi dispiace per la squalifica del mister. È capitata questa occasione e la colgo, sono esperienze che fanno crescere». —
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