Il Tirreno

Pontedera

basket: serie B 

Entusiasmo Etrusca E dopo l’impresa ne sogna pure un’altra

Stefano Scarpetti

Coach Barsotti si gode la qualificazione alla semifinale Capitan Benites vuole giocarsela anche contro Chiusi

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Stefano Scarpetti

SAN MINIATO. Non si è spenta l'eco della grande impresa vissuta dall'Etrusca San Miniato venerdì sera, il successo in gara 3 al PalaCarismi contro Elachem Vigevano per 80-68 ha lanciato i biancorossi in una dimensione del tutto nuova, portandoli fra le prime 16 d'Italia nella Serie B di basket approdando in semifinale dove affronteranno una corazzata come Reyel Umana San Giobbe Chiusi.

Un enorme successo, non figlio del caso. «Si è completato un percorso che durava da cinque anni – sottolinea coach Barsotti – noi non siamo una squadra in grado di spendere budget all'altezza di quello che fanno le squadre top della categoria, per questo puntiamo sui giovani e su un tipo di gioco in grado di essere riconoscibili. Da due anni fa a questa parte abbiamo cambiato il gruppo, assistendo ad una grande crescita a tutti i livelli. Già lo scorso anno la pandemia ha interrotto uno straordinario percorso quando eravamo al primo posto ottenendo il diritto di partecipare alla finale eight di Coppa Italia, un evento che sarebbe stato importante anche per San Miniato».

Ma proprio da lì è nata la nuova impresa. «Abbiamo fatto una sorta di patto di sangue – rivela il coach – durante il lockdown i ragazzi sono stati insieme preferendo con grande senso di responsabilità di non tornare a casa per non rischiare. Siamo ripartiti con la voglia di raggiungere questo obiettivo».

E anche venerdì, prima della partita, i giocatori hanno indossato una maglietta sopra la canotta con il seguente messaggio “X Casper” dedicata a Edoardo Caverzasio, infortunatosi al ginocchio in gara 2 (fuori causa anche nella prossima serie di semifinale contro Chiusi). «Sono stato male per due giorni – ammette Barsotti – il pensiero che uno dei miei giocatori non potesse giocarsi partite di questo genere mi tormentava. Allo stesso tempo quando ho visto i miei ragazzi indossare quella maglia ho capito che avremmo vinto. Il basket non è un giochino difficile, in questi casi dai il massimo per il tuo compagno e tiri fuori energie impensabili. Sono contento per tutti, per la società, che non ci fa mai mancare nulla ma allo stesso tempo è molto organizzata e strutturata, per la gente di San Miniato e per il gruppo. Contro Chiusi sulla carta non c'è partita, ma nella nostra mentalità non esiste la parola “accontentarsi”. Di sicuro daremo il massimo; questa è l'unica cosa che posso garantire. Loro sono molto cresciuti, hanno un roster proveniente in larga parte da giocatori della serie A2 noi dalle varie panchine della B».

Sul parquet l'uomo guida della squadra è Alberto Benites, che mostra grande soddisfazione per la vittoria ma allo stesso tempo (da vero capitano) lancia un messaggio chiaro ai compagni in vista della serie di semifinale. «Siamo molto contenti per aver raggiunto un traguardo storico – dichiara – abbiamo avuto ostacoli molto duri come il periodo di inattività in seguito al Covid, poi le sconfitte arrivate nel periodo successivo. In questa serie ha prevalso la nostra ferrea determinazione di volere a tutti i costi questo obiettivo. Adesso ci godiamo questo successo, ma da domani torniamo in palestra perché ci attende un avversario fortissimo come Chiusi. Ho fiducia cieca in tutti i miei compagni e nello staff tecnico – prosegue – dobbiamo andare in campo con lo spirito di chi vuole fare un’impresa e quel senso di incoscienza che hai volando sull'entusiasmo. Ognuno di noi deve tirar fuori quel qualcosa in più che non serviva oppure non pensava di possedere. Io sono convinto che possiamo ancora andare avanti e farcela anche contro Chiusi». —

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