Toscana
La capolista Como è spietata e cinica Il Pontedera s’incaglia in riva al lago
I granata partono male ma escono dalla sfida a testa alta, Caponi li tiene sempre in partita con una doppietta
Tommaso Silvi
Un po’ ingenuo, ma con tanto cuore. E il carattere sarà fondamentale nelle prossime cinque partite. Quelle che dividono il Pontedera dal sogno playoff per la Serie B. Intanto i granata si prendono quattro sberle del Como – lanciato nella corsa alla promozione diretta in Serie B – e imparano.
Prima di tutto che con le squadre forti non sono ammessi errori. Ti distrai, e loro ti puniscono. Matematico. E così accade al Sinigaglia, dove Caponi e compagni fanno e disfanno. Accendono e spengono la luce troppe volte per sperare di essere graziati dalla corazzata lariana. Ora, l’importante è pensare subito a sabato prossimo, quando – alle 15 – al Mannucci arriverà la Pro Sesto.
INIZIO DA INCUBO
Magrassi ce la fa. Fastidio muscolare superato e maglia da titolare per il centravanti veneto. Dietro di lui Stanzani, volenteroso ma mai davvero incisivo. In retroguardia Benassai vince il ballottaggio con Matteucci. Ma non premia la fiducia del mister. Un autogol e il fallo da rigore che porta il Como sul doppio vantaggio sono il suo biglietto da visita in una partita, per lui, da dimenticare. Una giornata storta può capitare a tutti. Per svegliarsi il Pontedera ci mette venti minuti buoni, ma nel frattempo i padroni di casa sono già scappati via. I Maraia boys ritrovano certezze e organizzazione. E scatta il ruggito d’orgoglio.
CON IL CUORE
Il Como viaggia sulla fantasia di Arrigoni e sull’estro di Rosseti, ma la difesa balla. Daniels spinge alla grande sulla destra, tutto il contrario in fase di copertura, in cui è a dir poco vacillante. Atterra Milani e consente a Caponi – glaciale dal dischetto – di riaprire la partita. Ora il Pontedera c’è. Tiene palla, cerca spazi, spaventa la banda di Gattuso. Il rientro negli spogliatoi è carico di ottimismo per i granata. Il cuore viene fuori nella ripresa, ma serve anche la testa. Quella che ci mette Gabrielloni, lasciato solo sul primo palo sugli sviluppi di un corner, per riportare il Como a due gol di vantaggio. Partita finita? Macché. Caponi si inventa la rete della vita e il risultato è di nuovo in bilico. Fino a quando Arrigoni, a cinque minuti dalla fine, scopre tutta l’ingenuità del giovane – e stanco – Pontedera, battendo velocemente un calcio di punizione sulla trequarti. Gatto non sbaglia davanti a Sarri e sigilla la vittoria.
LA GRANDE RINCORSA
I granata rimangono in zona playoff. E sono ancora padroni del proprio destino. Ma ora – per allungare la stagione e giocarsi gli spareggi per la B – è necessario tornare subito a fare punti pesanti. Con la Pro Sesto sarà una tappa fondamentale della grande rincorsa del Pontedera, che deve guardarsi le spalle e non può permettersi di perdere terreno sulle inseguitrici. —
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