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Domani Napoli-Empoli Il castelfranchese Pistolesi ritrova il suo passato

Alessandro Marone

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CASTELFRANCO. Napoli-Empoli non sarà una partita come le altre per mister Alessandro Pistolesi, castelfranchese classe ’61, che domani (ore 14:30) al “Caduti di Brema” ritrova per la prima volta da avversario l’Empoli. «Sarà un match dalle emozioni speciali, una partita dentro la partita – dice Pistolesi. – Incrocio persone che conosco benissimo, che ho visto crescere e con le quali ho condiviso emozioni e vittorie».

Cinque anni intensi ad Empoli: quali i ricordi più belli?

«Empoli è la continuazione di Castelfranco, per me sono 35 anni di storia su un’unica panchina. Tra i ricordi azzurri direi le due promozioni in serie A e le semifinali di Coppa Italia».

L’anno dopo la promozione, l’Empoli è stato sorpresa e rivelazione in serie A.

«Anche la salvezza della scorsa stagione è uno dei bei ricordi. Tra le gare più belle le due sconfitte di misura contro la Juve campione d’Italia e il successo per 2-1 in casa del Milan con reti di Prugna e Di Guglielmo. Quel giorno avevo una sorta di premonizione…».

Lucia Di Guglielmo e Cecilia Prugna, giocatrici che lei ha lanciato giovanissime a Castelfranco, sono capitana e vice-capitana dell’Empoli…

«Ho avuto la fortuna di trovare un gruppo di ragazze talentuose, siamo cresciuti insieme ed è un’enorme soddisfazione vedere che molte di loro giocano in serie A. Si vedeva che Lucia e Cecilia avevano quel quid in più ed erano destinate ad una carriera importante: il loro muscolo più forte è il cervello, la mentalità».

Entrambe sono nel giro della Nazionale: per Di Guglielmo poche settimane fa è arrivato l’esordio.

«Non mi vergogno a dirlo, mi sono venute le lacrime agli occhi. È come se fosse entrata in campo mia figlia, ho condiviso subito con lei questa emozione».

E ora?

«Sarò sempre riconoscente all’Empoli, ma devo salvare il Napoli: per 95 minuti avrò solo il Napoli nella testa. Sono ancora in contatto con diverse persone. Ci siamo dati appuntamento a metà campo al fischio finale per un abbraccio, a prescindere dal risultato». —

Alessandro Marone

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