Il Tirreno

Pontedera

serie c 

Una difesa d’acciaio è il segreto dei granata

Tommaso Silvi

La porta di Edoardo Sarri è inviolata da tre giornate Mister Vettori: «Stiamo ritrovando le nostre certezze»

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PONTEDERA. L’importante nel calcio è segnare. Ma se i gol non li subisci, sei già un bel pezzo avanti. Lo sa bene il Pontedera, che nel girone di ritorno ha alzato il muro di fronte alla porta di Edoardo Sarri. I granata hanno preso soltanto due reti in sei partite, zero nelle ultime tre, con tre vittorie e tre pari. Un ruolino di marcia straordinario, che vale un posto nella zona playoff. Tutto – o almeno tanto – merito della difesa d’acciaio.

«Siamo stati bravi. Sarri negli ultimi impegni di campionato è stato decisivo. A livello di squadra abbiamo pensato soprattutto a non subire, piuttosto che a creare. E questo non è un male. Serve il giusto equilibrio tra difendere e attaccare, siamo sulla buona strada». A parlare è uno che il mestiere del difensore lo conosce bene. Federico Vettori, oggi vice di mister Maraia, per otto stagioni al centro della retroguardia del Pontedera, fino al 2019. «Sul finale del girone d’andata abbiamo accusato mentalmente le sconfitte con Albinoleffe e Pergolettese, i ragazzi hanno smarrito le loro sicurezze. Quindi – racconta – ci siamo concentrati sulla ricostruzione delle certezze, e le cose sono migliorate. L’autostima è cresciuta, e ora siamo imbattuti da sei gare».

Vettori, poi, parla dello 0-0 di Lecco. Un punto prezioso, conquistato attraverso l’ennesima prestazione convincente. «Sono rimasto stupito da come la squadra ha iniziato la partita, con grande personalità, provando a impostare da dietro. Non abbiamo creato molto, ma giocavamo con una squadra forte, brava a ripartire. E nemmeno il Lecco ha confezionato molte occasioni da gol. Anzi, soltanto il colpo di testa di Marzorati su cui è stato bravissimo Sarri».

Al Rigamonti-Ceppi il reparto difensivo si è dimostrato ancora una volta impenetrabile, con Matteucci, Piana e Risaliti autori di una super prestazione. E se Piana e Risaliti sono due “vecchietti” della categoria, Matteucci – classe 2000, scuola Empoli – sta convincendo tutti alla prima esperienza con i grandi. Così come Pretato, che addirittura è nato nel 2002. «Pretato è stato buttato dentro all’improvviso in una situazione di emergenza, non aveva accanto calciatori di esperienza. A Gorgonzola, con la Giana – ricorda Vettori – la nostra difesa era giovanissima. Non ha neppure 20 anni ma dà grande sicurezza, ha la giusta predisposizione mentale per giocare in questa categoria. Matteucci ha giocato di più, sa bene che deve migliorare su diversi aspetti. Si è ambientato bene in Serie C e ha discrete potenzialità».

Ora, per il Pontedera, il difficile è confermarsi nella parte alta della classifica. «Dobbiamo cercare di mantenere concentrazione, fame e voglia fino alla fine. Faremo di tutto per alimentare questa motivazione». —

Tommaso Silvi

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