Il Tirreno

Pontedera

Un pari bugiardo su un campo difficile Maraia sorride ai suoi “brutti e cattivi”

Tommaso Silvi
Un pari bugiardo su un campo difficile Maraia sorride ai suoi “brutti e cattivi”

Pontedera determinato e convincente anche senza i suoi gioielli. I playoff sono lì e la testa è già a domenica con il Novara

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Tommaso Silvi

Più forte di tutto. Anche delle assenze e di un campo ai limiti della praticabilità. Quello del girone di ritorno è un altro Pontedera. E ieri, in casa del Renate secondo in classifica, i granata hanno sfornato l’ennesima prestazione convincente. Quarto risultato utile consecutivo. Il finale dice 0-0. Ma dentro i novanta minuti c’è molto di più di un pari senza reti. Maraia può sorridere perché ha una squadra che gioca col coltello tra i denti, che spara il pallone in tribuna quando serve e che sa usare le maniere forti. Un’altra settimana in zona playoff. E domenica prossima al Mannucci c’è il Novara. Per sotterrare quasi definitivamente l’obiettivo salvezza e cominciare a guardare in alto. Perché con questa fame il Pontedera può divertire e divertirsi.

EMERGENZA? NO, GRAZIE

Immaginare l’undici iniziale granata senza capitan Caponi è difficile. Immaginarlo senza di lui e un altro titolarissimo, come Milani, è quasi impossibile. Senza dimenticare l’assenza di Regoli. Maraia deve affidarsi a chi finora ha giocato meno. Pretato, Matteucci e Risaliti in retroguardia. Catanese in mediana, con Barba e Stanzani in supporto. Perretta e Vaccaro esterni. In avanti c’è Magrassi, assistito da Benedetti. Il mister non rischia Semprini. Di fronte c’è sempre la seconda della classe, meglio non scoprirsi troppo. Quello del primo tempo è un Pontedera granitico. Pretato è un 2002 ma gioca con la personalità di un veterano, Risaliti si mette la fascia al braccio e guida il reparto, Matteucci è una giovanissima garanzia. Il centrocampo fa legna, Magrassi lotta contro il mondo e trova pure il tempo di impegnare Gemello. Vaccaro esplode una cannonata dalla distanza che spezza l’incrocio dei pali. Il Renate tira seriamente in porta solo al 40’. Maraia sorride. Il suo Pontedera è “brutto” e cattivo. Proprio come aveva chiesto.

SACRIFICIO

In una domenica in cui la prestazione dei granata – complessivamente – è di gran lunga sopra la sufficienza, ci sono due giocatori “simbolo”. Mattia Pretato e Andrea Magrassi. Il primo è un “cucciolo” sul quale Maraia ha scelto di puntare già da qualche partita. L’intervento in scivolata con cui al 29’ del primo tempo strappa la palla dai piedi di Guglielmotti lanciato a rete è poesia. Coraggio, tempismo e cattiveria agonistica. Il Pontedera ha un gioiello tra le mani. Magrassi, invece, non è più un bambino. E proprio per questo a lui viene chiesto di trascinare la squadra. In tutti i sensi. Spalle larghe, spirito da combattente. Esegue alla grande. Spendendo fino all’ultima briciola di energia.

SUPER SARRI

Di parate belle ne compie almeno tre, ma quella con cui al 18’ della ripresa toglie dall’incrocio dei pali il calcio di punizione di Giovinco è roba da far vedere ai portieri della scuola calcio. —

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