Il Tirreno

Pontedera

Fuori il carattere per tirare su il morale stavolta è il Pontedera a firmare il ribaltone

Tommaso Silvi
Fuori il carattere per tirare su il morale stavolta è il Pontedera a firmare il ribaltone

Nonostante non incantino, i granata lottano e riescono ad annullare lo svantaggio iniziale. Poi festeggiano con Magrassi

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Tommaso Silvi

pontedera. Era obbligatorio vincere. Per il morale - a terra dopo due sconfitte consecutive e per la classifica, che con un altro passaggio a vuoto avrebbe potuto assumere un aspetto preoccupante. E il Pontedera ha vinto. Lo ha fatto soffrendo, rischiando, sprecando. Ma con quel briciolo di carattere in più che in altre occasioni è mancato. Non era facile. Perché i sardi sono andati in vantaggio con Udoh - ex della partita -, e poi si sono sistemati cercando di mantenere il risultato, senza rinunciare all’offensiva in contropiede. I granata non incantano, ma lottano. E finalmente segnano. Anche con i suoi attaccanti. La rete del definitivo 2-1 arriva grazie all’inzuccata di Magrassi, al posto giusto nel momento giusto.

INIZIO DA BRIVIDI

L’Olbia arriva da sette risultati utili consecutivi. La banda di Max Canzi è risalita dalla zona retrocessione, togliendosi dalle sabbie mobili. Ragatzu guida la truppa con classe e colpi da giocatore vero, gli altri ringhiano su ogni pallone. Il metodo Olbia funziona. Dopo nove minuti Udoh raccoglie un lancio dalle retrovie e trafigge Sarri da posizione defilata. Non perfetta la difesa granata, che Maraia affida a Matteucci, Piana e Risaliti. Il Pontedera reagisce e gonfia i muscoli a centrocampo, dove agisce il solito Caponi, con l’assistenza di Barba e Catanese. Il pari, però, al 24’, arriva dall’uomo che non ti aspetti: l’intraprendente Milani, schierato da esterno sinistro, che si accentra e lascia partire un missile imprendibile per Tornaghi.

IL RUGGITO

Il pareggio rasserena il Pontedera. E il primo tempo si chiude senza emozioni. Ci prova Ragatzu al 42’, ma Sarri chiude tutto in uscita. Maraia abbandona il 3-5-1-1 e butta dentro dall’inizio due attaccanti puri: Magrassi e Semprini. Stanzani e Benedetti, rifinitori abituati a fare la staffetta dietro all’unico centravanti, partono dalla panchina. I granata nella ripresa hanno fame di punti. Spingono, seppur in maniera non eccessivamente ordinata. Però arrivano vicino a Tornaghi, ed è questo che conta. Catanese si accende e al 7’ pennella in area per Magrassi: colpo di testa preciso e potente. Gol. Partita ribaltata. Tutto in discesa? Macché. L’Olbia non molla un centimetro, rimane dentro la gara e trova il modo di impensierire i Maraia boys. Canzi toglie Lella e inserisce Cocco. Il messaggio è chiaro: all’attacco, senza fronzoli. Ora i granata impostano il match sulla ripartenza, mentre i sardi provano a prendere in mano il pallino del gioco, arrivando spesso nei pressi del limite dell’area. Qui, però, la difesa del Pontedera risponde sempre “presente”. La partita è vera, dura, combattuta. E c’è spazio pure per un episodio da moviola. A dieci minuti dal novantesimo Perretta tocca con la mano il tentativo di cross di Doratiotto - entrato al posto di Udoh -, ma il direttore di gara assegna soltanto calcio d’angolo. L’Olbia protesta. E forse ha ragione.

NOVITà DI MERCATO

Risaliti e Benassai interessano al Livorno, che però - a causa della delicata situazione societaria - non può ancora operare in entrata. Lo “sblocco” del mercato potrebbe arrivare a breve. Il Pontedera, dunque, potrebbe tornare sul mercato. Perché se qualcuno se ne va, qualcun altro arriverà a mantenere numericamente invariata la rosa di Maraia. —

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