Gioco
Pontedera, questa è una Crema indigesta i granata costretti a frenare al giro di boa
La Pergolettese passa dopo tre minuti, la reazione è sterile e nel finale di gara arriva anche il secondo gol dei locali
Tommaso Silvi
Quello che conta è buttarla dentro. Sì, certo, il gioco è importante. E anche la condizione fisica è un elemento centrale del gioco del calcio.
Ma i punti arrivano quando si gonfia la rete. E se non segni, diventa tutto difficile. Ancora più complicato se, oltre che di sterilità, soffri di improvvisi cali di concentrazione nei momenti decisivi della partita. Il Dg Paolo Giovannini sabato lo aveva detto: «Dovremo essere bravi in fase difensiva. La Pergolettese non ci perdonerà eventuali disattenzioni».
Parole che oggi – dopo la sconfitta per 2-0 al “Voltini” di Crema – risuonano come una profezia. Sia chiaro, il Pontedera non esprime un brutto gioco. Anzi. Non è tutto da buttare. Al contrario, il gruppo di mister Ivan Maraia invia segnali incoraggianti per il futuro. Uno su tutti l’impegno. La maglia è sudata, e questa è un’ottima base. Ma da sola non basta.
TANTO FUMO,
POCO ARROSTO
Andrea Magrassi è la punta del Pontedera. Maraia lo impiega da solo in avanti, con Stanzani che gli gira intorno. Il numero 9 granata ha un fisico da lottatore e fa un gran lavoro per la squadra. Ma in area di rigore non si vede mai. La sua prima conclusione nello specchio arriva al 5’ del secondo tempo ed è un colpo di testa che Ghidotti para senza impegno.
Al 4’ della prima frazione di gioco – dopo il vantaggio-lampo della Pergolettese con Ferrara – avrebbe sui piedi la palla buona per il pareggio immediato, ma cincischia e si fa anticipare dal portiere in uscita.
Gladiatore sempre, ma finalizzatore quando? All'inconsistenza dell’unico attaccante del Pontedera si aggiunge la giornata da dimenticare di Stanzani. Semprini – scaricato dal Sudtirol, che ha concluso in anticipo il prestito – entra a inizio secondo tempo mettendoci tanta volontà, ma poca concretezza. Poi Maraia sbilancia la squadra inserendo anche Benedetti, ma la musica non cambia. Il Pontedera gira il pallone, la Pergolettese segna e si prende i tre punti.
NON SUONA LA SVEGLIA
Se è vero che due indizi fanno una prova, i granata hanno un problema serio. E sta tutto nella testa. Una settimana fa l’Albinoleffe aveva siglato il 2-0 dopo quattro minuti del secondo tempo, su palla inattiva, mettendo quasi in cassaforte la vittoria. Ieri la Pergolettese ha impiegato solo 180 secondi per mettere la testa avanti.
Altra rete subita su calcio da fermo, con Milani che nella circostanza si dimentica di Ferrara. La reazione c’è, ma non produce occasioni. Barba, Caponi e Catanese lottano a centrocampo. Milani prova a rimediare all’errore con un paio di scorribande interessanti, Perretta è un po’ meno brillante ma comunque dentro la partita. Matteucci, Piana e Benassai se la cavano sugli attacchi avversari. Il Pontedera è carino, ma non balla mai.
UN GRADINO IN PIù
Ora sono sei i punti di vantaggio dalla zona playout. I granata sono in linea con l’obiettivo salvezza. Ma "accontentarsi" non è una parola contemplata nel vocabolario del calcio. Nel finale la Pergolettese perde certezze e forze fisiche. Il Pontedera, però, è ingenuo e regala il 2-0. Matteucci e Piana rimangono a metà strada, Longo ringrazia e in scivolata beffa Sarri raccogliendo un filtrante dalla sinistra. Se il Pontedera vuole sopravvivere, quanto visto fino a ora potrebbe bastare. Ma se vuole divertire e divertirsi, deve scalare un gradino in più. —
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