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Macelloni (Atletico Cenaia) «Difficile lavorare da casa»

Alessandro Marone
Macelloni (Atletico Cenaia) «Difficile lavorare da casa»

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CENAIA. La classifica del girone B di Eccellenza è ferma da ottobre. In vetta a quota 4 punti Tuttocuoio, Colligiana, Atletico Cenaia e San Miniato Basso. Dopo aver staccato il pass per gli ottavi di Coppa Italia eliminando il Cascina (doppio 1-1, decisivi i rigori), gli arancioverdi di mister Massimo Macelloni hanno pareggiato all’esordio contro il Castelfiorentino e hanno recitato il ruolo di corsari (0-2) sul campo dell’Armando Picchi. Un incipit positivo, prima del nuovo stop: ancora non si sa quando tornerà a rotolare il pallone nel 2021. «È un periodo complicato. Ci siamo organizzati con dei programmi di allenamento personalizzati e sono in costante contatto con la squadra e la società, ma non è facile», spiega Macelloni, tornato sulla panchina dell’Atletico Cenaia a novembre 2019. «A tutti manca il campo e allenarsi a casa è diverso. Difficile mantenere la condizione nel lungo periodo, sia a livello di ritmi e sincronismi che di testa. In condizioni normali a maggio-giugno finisci la stagione, stacchi e riprendi. Ora è tutto stravolto, non si sa neanche quando si riparte».

Facciamo un salto indietro e parliamo di calcio giocato: solo quattro le partite disputate, ma l’avvio è stato positivo. «Esatto, purtroppo abbiamo fatto poco più di un mese. L’avvio è stato ottimo, nonostante avessimo tanti giocatori nuovi. Pian piano il gruppo si stava compattando ed era in crescita. Abbiamo scelto di puntare su profili affidabili, ragazzi seri sui quali sapevamo di poter contare».

Pochi giorni fa la Pro Livorno Sorgenti, neopromossa in D, ha ufficializzato l’attaccante Leonardo Mancini, classe 2000 alla prima esperienza in categoria. «Mancini è un giovane molto promettente. Lo abbiamo preso a dicembre del 2019, era una quota e un giocatore di prospettiva. Puntavamo su di lui, ma è chiaro che se si presenta l’occasione diventa difficile trattenere ragazzi che non stanno giocando: la D sta andando avanti ed entrano in gioco dinamiche e valutazioni. Un calciatore vuole giocare, in Eccellenza e nelle altre categorie dilettantistiche non sappiamo quando si tornerà in campo».

La società interverrà sul mercato? «Abbiamo Pellegrini, attaccante che lo scorso anno ha subito un grave infortunio al crociato e ora sta facendo un lavoro differenziato, ma è a posto: gli manca solo il campo. Qualche movimento in entrata verrà fatto, magari anche una quota per sostituire Mancini. Non vogliamo mandare via nessuno, ma vediamo cosa può succedere in uscita…».

Sensazioni ha in merito alla ripresa? «Al momento ci sono solo ipotesi ed è difficile esprimersi. Fino ad una ventina di giorni fa ero ottimista e speravo che a febbraio si potessero disputare le prime partite. Ora mi sembra che la situazione dei contagi sia peggiorata e sarebbe opportuno, nel momento in cui si riprende, andare fino in fondo. Ripartire per fermarsi di nuovo sarebbe un duro colpo per società e giocatori. Ci troviamo in una situazione che non sappiamo come evolverà; le società che hanno il settore giovanile vanno avanti anche grazie alle quote e agli incassi della biglietteria e dei tornei». —

Alessandro Marone

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