Gioco
Al castelfranchese Pistolesi la panchina del Napoli in A
Castelfranco. Il castelfranchese Alessandro Pistolesi, classe 1961, è il nuovo allenatore del Napoli femminile in serie A: nei giorni scorsi il club partenopeo aveva esonerato Giuseppe Marino, dopo la sconfitta contro l’Hellas Verona. Pistolesi è uno dei tecnici di calcio femminile più esperti in Italia: la sua lunghissima militanza in panchina è iniziata 36 anni fa con il Gs La Piazza, che poi divenne Valdarno Cf, Castelfranco Cf e ora Empoli Ladies, che due stagioni fa ha portato in serie A. Pistolesi ha allenato l’Empoli anche nella passata stagione (ora al suo posto c’è Alessandro Spugna).
Il tecnico porterà con sé a Napoli il suo vice Giacomo Dani. Lo staff sarà completato dal preparatore atletico Euro Baracchi, da quello dei portieri Arturo Tudisco e dal collaboratore tecnico Francesco Persico, tutti già alle dipendenze del club azzurro.
Pochi mesi fa Pistolesi ha vinto la “Panchina d’argento”, meritatissima non solo per i suoi successi ma anche perché fu uno dei primi a credere nel calcio femminile. «Era il 1985 quando fondai la squadra femminile del Castelfranco – ha ricordato nell’occasione a Il Tirreno, – da 35 anni alleno la solita formazione, se non è amore questo...».
Nella stagione precedente per le sue ragazze era arrivata la promozione in serie A: 16 vittorie, 2 pari e solo 4 sconfitte. Secondo posto in B alle spalle della corazzata Inter. «Non credevamo di poter arrivare così in alto – proseguiva il tecnico – ma la forza del gruppo e la fame di vittorie ci hanno fatto volare altissimo, quasi al ritmo dell’Inter, che aveva un gruppo di calciatrici di lusso per la categoria».
Dal 1985 a oggi il calcio femminile è letteralmente esploso: da disciplina poco seguita a fenomeno mondiale. «La rivincita del calcio rosa è arrivata nel 2015, quando Felice Belloli (all’epoca presidente della Lega nazionale dilettanti, ndr) definì “quattro lesbiche” le giocatrici di calcio italiane. Da quel momento le società professionistiche si sono organizzate per far crescere il pallone femminile, per diffonderne la cultura. Anche le tv hanno mostrato grande attenzione, trasmettendo i mondiali e le partite di serie A. La strada intrapresa è quella giusta ma bisogna continuare senza mollare la presa. Il calcio delle donne ha ancora bisogno di visibilità». –
A.Sc.
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