Gioco
Di Guglielmo, Prugna, De Rita Martina Angelini (Sky) scommette sulle pisane
PISA
A poche ore dalla partita Danimarca-Italia, finita 0-0 e valida per le qualificazioni agli Europei del 2022 in Inghilterra, abbiamo contattato Martina Angelini, telecronista e giornalista di Sky Sport, dove commenta le gare della serie A femminile.
Angelini, ci parli delle pisane Lucia Di Guglielmo e Cecilia Prugna, ancora in attesa dell’esordio in azzurro, ma inserite dalla ct Bertolini nella lista delle convocate...
«Sono giovani (classe 1997), ma già con esperienza. Di Guglielmo è un po’ chiusa in Nazionale dalla presenza di giocatrici del calibro di Guagni, Bartoli e Boattin. Ma far parte del gruppo azzurro è importante. Cecilia si sapeva sin da quando era piccola che aveva talento. Sta raccogliendo i frutti del proprio lavoro e si sta confermando. È una ragazza molto intelligente, forse a volte pensa troppo e crede poco in se stessa. Sia chiaro, è un complimento: Cecilia forse è più forte di quanto pensi. Pisa e Livorno hanno sempre dato giocatrici alla Nazionale, penso soprattutto all’ex attaccante Patrizia Sberti».
Nell’Empoli Ladies milita anche la giovane bientinese Aurora De Rita, terzino classe 1999...
«La vedo davvero molto bene e sta giocando con continuità nel proprio club. È piccolina, ma ha grinta da vendere e contrasta senza timore giocatrici anche più forti di lei fisicamente. L’ho vista giocare contro la Juve e mi ha impressionata. Poi ho commentato il suo primo gol in serie A, sul campo della Pink Bari: una pennellata, davvero una rete di pregevole fattura (premiata anche come Best Gol della quarta giornata)».
Lei come si è avvicinata al calcio femminile?
«Sono una di quelle bambine che non ha potuto giocare a calcio perché non c’erano squadre femminili e la famiglia non era particolarmente entusiasta. A Livorno c’era una squadra che militava in serie C, ma erano tutte grandi. Nel 1999 ho iniziato a lavorare in un quotidiano e seguivo il Pisa, che quell’anno arrivò terzo in serie A. Ho visto giocare Patrizia Sberti, la più forte giocatrice pisana. Andavo con le nerazzurre in trasferta, giravo l’Italia. Molte delle ragazze all’epoca si svegliavano alle 6, lavoravano 8 ore e poi avevano gli allenamenti: altri tempi. Poi sono diventata addetta stampa della Lazio femminile e, in seguito, sono rimasta nel mondo del calcio femminile. Da tre anni commento le partite della serie A con Gaia Brunelli».
Qual è, secondo lei, la situazione del calcio femminile in Italia?
«La situazione è cambiata molto rispetto al 1999, soprattutto negli ultimi anni. La svolta è stata l’ingresso delle società professionistiche: ora le giocatrici si allenano anche 5-6 volte a settimana in strutture di livello e seguite da uno staff. Il Mondiale del 2019 ha dato una grande spinta anche in termini di visibilità e risonanza mediatica. Così come il fatto che alcune gare siano state disputate in stadi delle squadre di serie A e B maschile: Allianz Stadium, San Siro, Mapei Stadium, Dacia Arena, Castellani ad esempio. Spesso il telespettatore per il solo fatto di vedere uno stadio importante dice: “Ehi, fammi guardare”». —
Alessandro Marone
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