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Pontedera

passaparola su whatsapp e facebook 

I calciatori dilettanti battono un colpo e chiedono aiuto ai colleghi professionisti

Alessandro Marone
I calciatori dilettanti battono un colpo e chiedono aiuto ai colleghi professionisti

Ricevuto anche il sostegno del Comitato regionale e dell’Aic: discriminati e messi sull’ultimo gradino

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PISA

I calciatori dilettanti, pisani e non solo, non ci stanno. La mobilitazione è iniziata subito dopo lo stop dei campionati dilettantistici (dall’Eccellenza alla Seconda categoria) e giovanili regionali, arrivato sabato 24 ottobre, alla vigilia dei match di campionato. L’ordinanza firmata dal Presidente della Regione Eugenio Giani parlava di una sospensione fino al 14 novembre, ma il giorno successivo il Dpcm ha disposto la sospensione delle competizioni (almeno) fino al 24 novembre. Alcuni calciatori di Eccellenza, nella stessa giornata di sabato, hanno dato vita ad un gruppo WhatsApp che è diventato sempre più numeroso, coinvolgendo anche giocatori ed allenatori di altre categorie. Il passo successivo è stata la creazione di un gruppo Facebook, “Movimento sportivo toscano”, che ha raccolto rapidamente diverse adesioni (circa 700 iscritti), e la decisione di scendere in piazza per far sentire la propria voce.

Venerdì 30 ottobre calciatori dilettanti, proprietari di palestre, personal trainer e collaboratori sportivi hanno manifestato a Firenze davanti al Palazzo della Regione ed hanno incontrato il presidente Giani. “Insieme si può, lo sport è vita”, lo slogan.

Tra i promotori del gruppo WhatsApp e del gruppo Facebook l’attaccante Federico Mengali, alla seconda stagione al Tau Altopascio e con oltre 100 reti in carriera tra serie D ed Eccellenza (la migliore stagione dal punto di vista realizzativo è stata con la maglia della Cuoiopelli: 17 reti in campionato, 3 in Coppa nel 2018/2019). «Ci siamo visti con altri giocatori nella stessa giornata di sabato e abbiamo deciso di fare qualcosa, far sentire la nostra voce», esordisce Mengali.

«Il passaparola è partito subito, tra calciatori ci si conosce. Il gruppo su Facebook è stato creato in funzione della manifestazione. Ci sentivamo presi in giro», prosegue l’attaccante, che sottolinea anche quanto non sia stata gradita la tempistica. «Avevamo preparato la partita tutta la settimana, lo stop è arrivato al sabato, all’ora di pranzo. Eravamo appena ripartiti, le società hanno fatto degli investimenti sia per rispettare il protocollo sia sul mercato e hanno dovuto affrontare i minori incassi dovuti all’assenza di pubblico. Senza biglietteria, bar e sponsor meno disposti a darti una mano le società chiaramente sono in difficoltà. Dopo mesi di sacrifici, eccoci di nuovo bloccati. Lo sport è importante, “Lo sport è vita”, come recitava uno degli striscioni che abbiamo esposto a Firenze. Invece sembra che vogliano farci chiudere. Ci sentiamo discriminati, messi sull’ultimo gradino. Oltretutto era arrivato lo stop per le categorie dall’Eccellenza in giù, ma la serie D è andata avanti. Il confine è molto sottile. Senza considerare che per molti di noi questo è un vero e proprio lavoro».

A Firenze la delegazione dei calciatori dilettanti ha avuto modo di confrontarsi con il presidente della Regione, Eugenio Giani: «Abbiamo apprezzato il fatto che Giani sia sceso dagli uffici e abbia parlato con noi, ma non siamo rimasti molto soddisfatti delle risposte. Sembrava un disco che diceva sempre le stesse cose. Si è trincerato dietro l’emergenza sanitaria e il fatto che le società stesse avessero fatto pressione per sospendere i campionati perché non c’erano le condizioni per andare avanti».

I calciatori hanno ricevuto il sostegno anche da parte del Comitato regionale della Toscana e dell’Aic: «Il presidente Paolo Mangini ci ha fatto i complimenti e ha detto che ci darà una mano, così come il delegato Aic Vincenzo Sabatini. A Firenze ha parlato anche Giovanni Galli (consigliere regionale, già sfidante di Renzi al ballottaggio per la carica di sindaco nel 2009): l’ex portiere è dalla nostra parte».

In soccorso del calcio dilettantistico è arrivato anche l’ex difensore di Brescia, Fiorentina ed Inter, ora commentatore televisivo, Daniele Adani, il quale ha lanciato una proposta: i calciatori di serie A diano il 5% del loro ingaggio. «Adani ci ha messo la faccia e abbiamo cercato subito di contattarlo», commenta Mengali. «Ha detto le cose come stanno e il suo appello ha avuto grande risonanza. Noi calciatori dilettanti nei mesi scorsi abbiamo rinunciato a dei soldi, per i calciatori professionisti anche un 2% in meno non farebbe molta differenza».

In chiusura Mengali dice la sua sulle tempistiche per il ritorno in campo: «C’è incertezza e manca programmazione, non si può andare avanti così: un giorno si gioca, poi ci si ferma. Serve un regolamento chiaro, una linea da seguire. Con il virus bisogna convivere: noi vorremmo ripartire e andare avanti». —

Alessandro Marone

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di Redazione web